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Per la prima volta dopo 9 anni non si è tenuta la commemorazione per l’omicidio del 38enne Giuseppe Mizzi, vittima innocente di mafia, ucciso per errore in un agguato a Carbonara (bari) il 16 marzo 2011. La cerimonia non c’è stata per l’emergenza coronavirus ma, ha scritto il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in un post su Facebook, «lo faremo lo stesso, idealmente, con la stessa intensità e con lo stesso trasporto emotivo».

«Non sarà l’emergenza sanitaria – dice Decaro – a farci dimenticare che una moglie ha perso il suo compagno di vita, che due bimbi nel pieno della loro infanzia hanno perso il proprio padre, che i genitori hanno perso un figlio e che la nostra comunità ha perso un cittadino onesto e un lavoratore esemplare, vittima innocente di una violenza cieca e furiosa, per cui la vita delle persone non ha valore. Una vita spezzata, quella di Pino, da criminali senza scrupoli, che hanno lacerato e insanguinato quel quartiere. Ma noi siamo qui, come ogni anno. Lo dobbiamo a Giuseppe e a noi stessi, alla nostra città. Siamo qui a ricordare a tutti, specie ai ragazzi, che esiste una linea di confine chiara e inequivocabile tra “noi” e “loro”. Una linea che va tracciata ogni giorno. Tra la società dei giusti e la società mafiosa. Senza aree intermedie, zone grigie, interpretazioni, sfumature. Perché da una parte ci sono la civiltà, il diritto, il lavoro, l’onestà, gli affetti, la morale. Dall’altra la barbarie, il sangue, il carcere, la morte. Per questo Bari – conclude il sindaco – non dimentica il sacrificio di Pino e di tutte le vittime innocenti di mafia».


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