La vertenza resta aperta e, anzi, si inasprisce. I sindacati che rappresentano i lavoratori impegnati nell’appalto segnalano che i numerosi incontri degli ultimi mesi con l’azienda e con l’Autorità competente non hanno prodotto risultati concreti. Un confronto definito “infruttuoso”, che non ha inciso sulle condizioni di lavoro né ha portato a soluzioni operative.
A pesare sul clima già teso è anche una scelta recente che le organizzazioni sindacali giudicano difficile da comprendere: l’assunzione di tre nuovi addetti con contratto part-time da 16 ore settimanali, inquadrati nel contratto della vigilanza privata e dei servizi fiduciari. Una decisione che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, va nella direzione opposta rispetto a quanto emerso durante i tavoli di confronto, dove si era parlato della possibilità di rafforzare le ore dei dipendenti già presenti nell’appalto.
Il risultato, sostengono, è un progressivo abbassamento delle condizioni contrattuali, con nuove figure inserite a condizioni meno favorevoli rispetto a quelle dei lavoratori storici. Una dinamica che viene letta come un caso di dumping contrattuale, con effetti sia sul piano economico sia su quello della qualità del lavoro e della tenuta complessiva del servizio.
Nel mirino dei sindacati finisce anche il ruolo dell’Autorità competente, ritenuto finora poco incisivo. Ci si aspettava, viene sottolineato, un intervento capace di garantire uniformità nei contratti e maggiore tutela per il personale, ma questo non è avvenuto. Il quadro che ne deriva, secondo le organizzazioni, è ormai critico sotto diversi aspetti: sindacale, sociale e occupazionale.
Dopo l’esito negativo della procedura di raffreddamento, i sindacati annunciano quindi una nuova fase di mobilitazione. Tra le prime iniziative, un’assemblea retribuita in forma di sit-in è stata convocata per lunedì 11 maggio, dalle 10 alle 12, davanti alla sede dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale. Prevista la partecipazione di circa 60 lavoratori.
L’obiettivo è riaprire un confronto che, finora, non ha portato ai risultati sperati. In assenza di segnali concreti, però, le sigle sindacali non escludono un ulteriore irrigidimento della protesta, fino alla proclamazione dello sciopero. Una prospettiva che potrebbe avere ripercussioni anche sull’organizzazione dei servizi legati all’appalto.