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Le chiusure imposte dall’emergenza coronavirus hanno messo in gravi difficoltà il settore del divertimento serale: ristoranti, pub, discoteche e l’intera filiera di fornitori. Da Bari parte il primo tentativo degli imprenditori di affrontare le due settimane di blocco sanitario con il Movimento Impresa, l’associazione che vuole rivolgere una sola voce a Regione e al governo. “Il nostro settore in Puglia vale 6 miliardi di euro l’anno, conta 20 mila aziende e ben 120 mila lavoratori. Non possiamo disperdere questa forza”, racconta Franco Spagnuolo tra i fondatori del Movimento Impresa.

Oltre alle richieste di supporto economico e detassazione, il gruppo imprenditori baresi ha ideato un fondo di solidarietà tra gli iscritti, un piccolo paracadute finanziario per resistere alla crisi: “Conosciamo esattamente quali sono i problemi che tutti stiamo vivendo. Dubbi, paure, incertezza ma tanta passione per quello che facciamo ogni giorno. Abbiamo deciso di metterci la faccia, siamo persone prima di ogni cosa”.

In tanti hanno deciso di far sentire la propria voce. Pasquale Dioguardi: “Tutelare le categorie in modo trasversale”. Maurizio Mastrorilli: “Abbiamo bisogno di risposte concrete, ci vuole una sola voce”. Gianni Del Mastro: “Insieme ce la faremo, facciamo fronte comune”. Antonello Ladisa: “Opportunità unica per stare con i nostri figlia ma pronti a ripartire”. Francesco Susca: “Cerchiamo risposte per il settore in crisi”. Alessandro Magistro: “Dobbiamo sapere di essere tutelati dal nostro stato, da soli non possiamo ottenerlo”. Giuseppe DeGrecis: “Per la prima volta uniti per un unico obiettivo”. Roberto Maggialetti: “Sono momenti bui per le nostre attività, insieme ce la possiamo fare”. Angelo Nardelli: “Finora tante domande poche risposte”.

Tra le richieste c’è la sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agenzia della riscossione e del pagamento delle utenze; dei termini dei contributi assistenziali e assicurazione obbligatoria; sospensione per 12 mesi dal pagamenti delle rate relative a mutui, prestiti e leasing; una moratoria dei contratti di affitto e locazione commerciale. Infine l’accesso per i dipendenti, allo strumento della Cig in deroga.


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