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I bambini e i ragazzi più grandi stanno subendo anche psicologicamente le conseguenze dell’emergenza del coronavirus. Pubblichiamo oggi il disegno e la letterina di una alunna di 13 anni, Sara,  della scuola media Amedeo d’Aosta di Bari.

“Sabato 28 Marzo, tre settimane  in casa. Ho creato questo “elaborato” pensando alla mia esperienza.  Mi spiego meglio: penso che, in questa situazione, stiamo diventando un po’ tutti asociali non uscendo di casa e non incontrando nessuno.
Ad esempio, oggi che è sabato, sarei sicuramente stata fuori casa a una festa oppure a divertirmi con i miei amici. Invece sono in casa, chiusa in casa, tutto il tempo solo io e mia madre. Le giornate sono molto diverse e monotone ma allo stesso tempo rilassanti.
L’unica cosa che mi torna in mente è il pomeriggio del giorno in cui hanno chiuso le scuole: ero andata da una mia amica perché dovevamo fare i compiti per il giorno dopo.
E, come solito, avevamo perso tempo e quindi ci mancavano tante cose da fare. Ad un certo punto, arriva la notizia “scuole chiuse in tutta Italia“ . In quel momento, lo ammetto, eravamo felicissime!  Allora, essendo sole, abbiamo messo la musica al massimo e le luci da discoteca e abbiamo iniziato a ballare come due matte! Oggi ,in qualche modo, me ne sto pentendo perché mi manca la scuola con le sue verifiche e interrogazioni e mi manca abbracciare gli amici”.


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