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Assieme alle librerie hanno riaperto questa mattina anche i negozi di abbigliamento per bambini ma a Bari almeno nella mattinata, alcuni esercenti riferiscono di non avere avuto nemmeno un acquirente tanto che alcuni di loro non escludono di poter riabbassare le serrande.

«Fino a questo momento non ha chiamato nessuno, né è entrato alcuno in negozio», dice una negoziante di via Quintino Sella. E alla domanda se intende o meno continuare a stare aperta risponde senza esitazione: «Dipende da cosa offre la giornata, qui stiamo sulle spese». «Abbiamo aperto – le fa da eco la proprietaria di Pupi stellari Filomena de Leo, altro negozio nel centro di Bari – ma per strada non c’è nessuno. Dobbiamo valutare se continuare a farlo: al momento è solo un dispendio di luce e di costi per il personale. Il blocco per tutte le altre categorie non ci favorisce». «E poi – osserva – una mamma non si mette a rischio contagio uscendo con il bambino per fare shopping».

La titolare di “Fiori Blu” altro noto negozio del centro, Marianna Ferrarese pone l’attenzione su un’altra importante questione, quella della chiarezza sulle norme da rispettare. «Ci hanno fatto riaprire i negozi – dice – noi stiamo chiamando la clientela per avvertirla della riapertura, ma anche a volersi muovere, come va compilata l’autocertificazione? E poi: gli abiti si possono provare? Potrebbero diventare veicolo d’infezione?». «Sono tutti quesiti che ci poniamo, senza risposta», conclude.


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