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Arrestato il pregiudicato accusato di aver picchiato la sua convivente. La violenza era stata ripresa in un video diventato virale su Facebook.
Le immediate indagini della polizia hanno consentito innanzitutto di verificare la veridicità della segnalazione attraverso la consultazione di Facebook da cui effettivamente risultava che una giovane ragazza, dopo essere stata strattonata da un uomo, veniva da questi scaraventata sulla pavimentazione stradale e ripetutamente colpita con violenti calci all’addome e al viso nonché fortemente schiaffeggiata per poi essere sputata in viso.

Il luogo dell’aggressione era stato subito individuato: gli agenti hanno quindi subito trovato la vittima, una ragazza di 23 anni che conviveva da circa 7 mesi con un uomo di 45 anni, autore dell’aggressione. Nonostante la ragazza dichiarasse ai poliziotti di essere la donna oggetto della vile ed inaudita aggressione, sminuiva l’accaduto specificando che si era trattato di un fatto del tutto episodico dovuto ad un momento di gelosia generato peraltro da lei stessa. Per tale ragione aveva rifiutato di formalizzare denuncia nonché di allontanarsi da quell’abitazione, invito rivoltole a più riprese dagli agenti intervenuti e dalla stessa mamma.

Le successive ed urgenti indagini hanno consentito di appurare, con elementi utilizzabili in dibattimento, che la povera donna era già stata vittima di analoghe condotte criminose da parte del suo convivente e quindi è stata formalizzata dettagliata informativa che ha consentito al P.M. della Procura di Bari di richiedere al Gip l’emissione di un provvedimento cautelare restrittivo a carico dell’autore.

Ieri, il Gip, su conforme richiesta del P.M., ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico del pregiudicato ritenuto responsabile del delitto ex art. 572 c.p. (maltrattamenti in famiglia). Questi, rintracciato presso il suo domicilio ove si trovava con la vittima, è stato condotto negli uffici della Questura e al termine delle formalità di rito accompagnato presso la Casa Circondariale di Bari.
Continuano le indagini al fine di acquisire altri elementi probatori a supporto del quadro indiziario ipotizzato.


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