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Nei giorni scorsi il primo a denunciare possibili tentativi di imbrogli era stato proprio il sindaco Antonio Decaro. Che aveva lanciato un appello a compilare in maniera corretta i moduli per richiedere i buoni spesa, senza falsare i dati. “Fatelo per non farci perdere tempo – aveva detto Decaro – soprattutto perché quel tempo ci serve per raggiungere le famiglie che hanno davvero bisogno”.

Ma c’è chi quell’appello proprio non vuole seguirlo. E sta mettendo in atto un’altra strategia: ricevere i buoni spesa e poi lo stesso giorno andare di parrocchia in parrocchia a prelevare altri alimenti, messi a disposizione sempre per le famiglie indigenti. C’è chi lo fa per necessità e chi per accumulare beni, per paura (forse) di rimanere senza. A discapito però di chi quei beni proprio non li ha.

Ieri si è tenuto, a distanza, un incontro tra il presidente del primo Municipio, Lorenzo Leonetti, è i parroci del suo territorio.  “Ci stiamo confrontando – dice Leonetti – sulle strategie migliori per coordinare la macchina della distribuzione dei beni di prima necessità. L’appello che faccio, come al solito, è al buon senso e all’essere cittadini onesti. Se si è ritirato il buono spesa, bisogna utilizzarlo per l’acquisto di ciò che serve. Non c’è bisogno di affannarsi  a chiedere, a distanza di poche ore, altra merce dai centri di competenza parrocchiale se non  serve in quella giornata e/o nelle successive. Non è una corsa contro il tempo.  La macchina della solidarietà non si è fermata e non si fermerà. Non abbiate paura di tornare dopo un paio di giorni e di non trovare più merce, perché non è così, lo garantisco”.

L’appello è quindi a dare alle parrocchie e alla Caritas  la possibilità di distribuire a tutti coloro che ne hanno bisogno in modo serio ed equo. “Sono tempi difficili, ne siamo consapevoli, ma proprio per questo non dobbiamo ragionare in termini di opportunismo, ma di opportunità. Dobbiamo ragionare col cuore”, conclude Leonetti.

Diverse infatti sono le segnalazioni di alcune persone che si stanno spostando da un quartiere all’altro e raggiungono più parrocchie per chiedere aiuti, anche usufruendo dei buoni spesa. I parroci, ad esempio, non si spiegano come mai ci sia gente che dal San Paolo raggiunge Madonnella  o da San Girolamo il Libertà.


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