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A lanciare l’allarme è l’Asl Bari: con l’inizio della “fase 2” dell’emergenza coronavirus, e quindi una maggiore possibilità di spostamenti, c’è un aumentato “pericolo overdose per la ripresa di assunzione di sostanze stupefacenti” da parte dei tossicodipendenti.

Il messaggio è stato diffuso dall’azienda sanitaria attraverso la propria pagina facebook: “Nel periodo di rigida applicazione delle misure di contenimento della pandemia di Sars-Cov-2 – si legge – abbiamo appreso dagli utenti dei Serd della provincia di Bari che l’approvvigionamento di droghe cosiddette “di strada” è stato difficilissimo se non impossibile. Pertanto ci sono numerose persone che, grazie alle misure di contenimento, hanno temporaneamente cessato l’uso delle sostanze”. Però, “va detto – è scritto nel post – che questa cessazione non rappresenta assolutamente una guarigione e rappresenta un grave rischio per chi, essendo nuovamente capace di procurarsi le sostanze, voglia riprenderne l’uso.

Per motivi strettamente biologici e indipendenti dalla volontà di chicchessia e dalla “qualità” delle sostanze, chi ne ha cessato l’uso per un periodo significativo ha certamente ridotto il livello di tolleranza. Pertanto tornare ad usare droghe nella stessa quantità utilizzata prima della sospensione comporterebbe altissima probabilità di morire per overdose”. Per questi motivi, avvertono dall’Asl Bari “è opportuno avvisare in particolare i genitori di adolescenti che potrebbero interpretare l’alleggerimento delle misure di contenimento della pandemia come un’occasione per “festeggiare” in modo inappropriato”.

 

 


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