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È stata approvata ieri, con due delibere di Giunta regionale, la riprogrammazione da 750 milioni di euro di risorse mobilitate dalla Regione Puglia in favore di imprese, professionisti, artigiani e lavoratori autonomi colpiti dagli effetti economici dell’emergenza Covid-19. Una manovra anticrisi che, già prima della Giunta, era stata presentata nella Conferenza regionale dei Presidenti dall’assessore al Bilancio e alla Programmazione unitaria, Raffaele Piemontese, che ha annunciato per il prossimo 4 giugno la pubblicazione degli avvisi per l’accesso.

Un primo avviso riguarderà il microprestito, la misura più attesa dal sistema produttivo e dai lavoratori autonomi, che potranno accedere a prestiti a tasso zero per massino 30 mila euro erogati direttamente dalla Regione Puglia tramite la società Puglia Sviluppo, senza passare dalle banche, con procedure semplificate. Tra le caratteristiche previste per questa forma di microprestito, la restituzione in cinque anni, dodici mesi di preammortamento e una quota di fondo perduto del 20%.

Pronto anche l’avviso per il “Titolo II Circolante” a sostegno della creazione di nuova finanza da destinare al rafforzamento del capitale circolante delle piccole e medie imprese, con una dotazione di 200 milioni di euro, di cui 150 destinati alle imprese manifatturiere, del commercio e dei servizi e 50 milioni di euro riservati alle imprese del settore turistico.

Complessivamente la nuova manovra regionale anticrisi si basa su un ammontare di risorse pari a 750 milioni di euro, di cui 610 milioni a valere sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e 140 milioni di euro a valere sul Fondo Sociale Europeo. La riprogrammazione si articola in interventi rivolti al sostegno del sistema imprenditoriale regionale, mobilitando 551 milioni di euro; interventi per i piccoli singoli professionisti e lavoratori autonomi con basse fasce di fatturato, per 124 milioni di euro; interventi per la diffusione dello smart working, per 16 milioni di euro; interventi a fondo perduto per le imprese dei settori turismo e cultura, con una dotazione di 45 milioni di euro; apertura di una sezione regionale di Garanzia di portafoglio del Medio Credito Centrale, con una dotazione di 38 milioni di euro; potenziamento dello strumento delle garanzie dirette messe a disposizione dai Confidi vigilati operanti in Puglia, cui è assegnata una dotazione di 20 milioni di euro; interventi sanitari per 59 milioni di euro.

Dei complessivi 45 milioni di euro previsti per il bonus occupazione destinato al turismo e alla cultura, 40 milioni sono destinati al settore turistico e 5 milioni di euro a quello culturale, cui si aggiungono 17 milioni 150 mila euro previsti dal Piano straordinario per la cultura. La Giunta regionale ha anche approvato oggi l’anticipazione al 1° luglio 2020 del termine per la pubblicazione del Codice identificativo di struttura (CIS), previsto per ogni singola unità ricettiva non alberghiera. Intervento reso necessario dall’Ordinanza del Presidente della Regione Puglia che ha consentito la riapertura di tutte le attività ricettive e turistiche alberghiere ed extralberghiere a condizione che rispettino le prescrizioni contenute nelle linee guida idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio”.

In aggiunta alla nuova manovra, la Regione Puglia ha già provveduto a lanciare misure di carattere più strettamente sociale per complessivi 141 milioni e 300 mila euro. Si tratta del Fondo di prima necessità per il sostegno a persone in stato di difficoltà raggiunte da buoni spesa e affitti, bollette; del potenziamento del Reddito di dignità alle persone ed alle famiglie non in possesso dei requisiti per il reddito di cittadinanza; del Fondo Affitti a favore dei Comuni pugliesi per il sostegno ai canoni di locazione. E ancora, del sostegno al lavoro agile dei dipendenti dei call center; delle misure di sostegno per il diritto allo studio a favore degli studenti in condizioni di fragilità economica; del Piano Povertà da ripartire attraverso il coinvolgimento degli Ambiti sociali di zona, per un importo complessivo pari a 27 milioni di euro, per il finanziamento di Interventi e servizi in favore di persone in condizione di povertà estrema e senza dimora. A disposizione dei disabili, poi Fondo per progetti di vita indipendente, l’assistenza domiciliare e, infine, la quota parte degli Assegni di cura.

 

 


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