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Michele e Rossella sono i primi sposi baresi ad essersi giurati amore eterno con le nuove regole anti-covid del Comune di Bari che consentono da oggi a un numero limitato di invitati di assistere al fatidico «sì».

Il rito civile è stato celebrato stamattina dal sindaco Antonio Decaro nella chiesetta sconsacrata, sede del Municipio 1 di Bari, nel quartiere Libertà. Dopo i mesi di lockdown il Comune ha permesso di tornare a celebrare matrimoni e unioni civili con parenti e amici, limitando gli accessi e imponendo igienizzazione delle mani, mascherine e distanza interpersonale. Alle nozze di Michele e Rossella, entrambi 25enni dipendenti pubblici, hanno partecipato dieci familiari, oltre ai due testimoni (la mamma di lui e il fratello di lei) e i due officianti: il sindaco e l’ufficiale di Stato civile. Tutti gli invitati erano seduti nella saletta su sedie alternate e indossavano mascherine, compresi gli sposi che le hanno tolte solo al momento del bacio finale. «Avevamo già organizzato il matrimonio per oggi, con rito nella Basilica di San Nicola e poi festa con quasi 200 persone – spiega lo sposo – ma quella organizzazione è stata rinviata al 22 maggio 2021 e spostata in Cattedrale, e abbiamo deciso comunque di mantenere il rito civile nella data che avevamo scelto».

Tra i presenti, con gli occhi visibilmente commossi, c’era il nonno dello sposo, Michele Mancini, partigiano barese. «Ne ho viste tante – dice – la guerra, la fame, i morti e ora anche questa epidemia». Per gli amici e i parenti che non hanno potuto partecipare alla cerimonia gli sposi hanno organizzato un evento privato in diretta Facebook. All’esterno della sede del Municipio, però, alcuni amici li hanno attesi per il lancio di riso e coriandoli.

«Oggi torna il calore di famiglia e amici». Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha celebrato oggi il primo matrimonio con rito civile con le nuove regole anti Covid che consente la partecipazione di familiari e amici degli sposi. Un matrimonio dove tutti indossano mascherine «è particolare: normalmente in questi momenti di gioia – ha detto il sindaco – è importante anche lo sguardo delle persone e il sorriso. Oggi riuscivamo a guardare solo lo sguardo e non l’espressione del viso, però questo è il momento in cui dobbiamo imparare a convivere con il virus e mi ha fatto piacere poter ripristinare anche la familiarità di questo rito che è molto importante, perché queste due persone oggi affrontano un percorso, un cammino, supportati dalla famiglia e dagli amici, ed è stato importante che fossero presenti una parte della famiglia e una parte degli amici». Decaro ha ricordato che fino a due giorni fa, quando la partecipazione di persone diverse dagli sposi e dai testimoni era vietata per l’emergenza sanitaria, «gli sposi non hanno potuto condividere uno dei momenti più importanti della vita, un momento di felicità, lo hanno fatto da soli. Oggi ripristiniamo la familiarità di questo rito civile».


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