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Si rischia la rottura con i sindacati sul piano di salvataggio e rilancio della Popolare di Bari siglato dal Fitd e Mcc a meno di novità e di un cambiamento delle posizioni nell’incontro previsto per mercoledì.

Nella riunione di oggi cui partecipavamo i segretari generali delle organizzazioni sindacali, i commissari straordinari dell’istituto e i rappresentanti dell’Abi, il clima favorevole visto nei giorni scorsi è mutato negativamente. Secondo quanto riferiscono fonti sindacali, non è piaciuta ai rappresentanti dei lavoratori la mancanza di impegni scritti, in merito alla tutela dei dipendenti e al futuro ruolo dell’istituto pugliese, da parte di Mcc che avrà la maggioranza della banca. Irritazione è stata espressa, spiegano tali fonti, anche per l’incarico di consulenza sul piano affidata dai commissari alla società Oliver Wyman. Secondo le fonti il rischio è quello di un piano basato su un pesante ridimensionamento della banca, non giustificabile in un’operazione di ‘sistemà da parte delle altre banche e di un istituto pubblico come Mcc. Il via libera dei sindacati è una condizione necessaria per l’attuazione dell’operazione che vede Fitd stanziare 1,17 miliardi di euro, compresi i 364 già anticipati mentre il Mcc, che assumerà il controllo dell’istituto barese, parteciperà con 430 milioni. L’operazione prevede la trasformazione della Popolare in spa e l’aumento di capitale che dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci il 30 giugno.


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