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La Regione Puglia supera la simulazione del ministero della Salute sui nuovi parametri di valutazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) che, da quest’anno, cambiano. La nuova metodologia valuta tre aree di assistenza (ospedale, distretto e prevenzione) e attribuisce un valore compreso tra 0-100. Solo ottenendo almeno 60 punti si ottiene la sufficienza e, quindi, si è adempienti secondo il ministero.

La Puglia, nei tre settori, ottiene un punteggio oltre la sufficienza: 65,9 per l’area ospedaliera, 66,21 per la prevenzione e 64,6 per la medicina distrettuale. Al momento si tratta di una simulazione basata sui dati del 2017, la rilevazione è pubblicata nel Report sul coordinamento di finanza pubblica della Corte dei Conti. Il punteggio di ogni area è determinato dalla media pesata di 22 indicatori, tra questi, ad esempio, ci sono: copertura vaccinale pediatrica a 24 mesi per esavalente e MPR, controllo animali e alimenti, stili di vita, screening oncologici; tasso di ospedalizzazione di adulti per diabete, Bpco e scompenso cardiaco e tasso di ospedalizzazione di minori per asma e gastroenterite; tasso di ospedalizzazione standardizzato rispetto alla popolazione residente, interventi per tumore maligno al seno eseguiti in reparti con volumi di attività superiore a 150 interventi annui, ricoveri a rischio inappropriatezza.  La Puglia è l’unica regione del Sud a superare il test, in tutto le promosse sono undici: Piemonte, Lombardia, PA di Trento, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche, Abruzzo e Puglia. Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Basilicata e Sicilia non raggiungono il punteggio minimo in una sola area, mentre nelle altre due presentano un valore compreso tra i 70 e gli 86 punti.


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