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Lo chiamano il lago di Modugno, nascosto in una cava e protetto da alte pareti di roccia calcarea, ma già diventato meta di escursioni, animate dal fascino di un’area (privata e interdetta) in cui la natura sta tornando a splendere e che sarà fruibile al pubblico (in tutta sicurezza) nella primavera-estate del 2021 con l’apertura del voluto dall’amministrazione Magrone ed intitolato su proposta del sindaco a , medico anestesista rimasto nel cuore dei modugnesi. In tal senso la giunta comunale ha compiuto un ulteriore passo decisivo approvando la progettazione esecutiva dell’intervento di riqualificazione ambientale, realizzata dai tecnici dell’Italgen SpA (proprietaria del sito – ex cementeria), che tra l’altro prevede la realizzazione di una piattaforma galleggiante sul laghetto esistente per consentire una migliore fruizione dell’elemento acqua tra le risorse naturali presenti.

La questione della cementeria di Modugno è stata per anni al centro di numerose iniziative, anche pubbliche, di Nicola Magrone e del suo movimento, Italia Giusta Secondo Costituzione, intraprese per scongiurare il pericolo che, dopo la dismissione degli impianti produttivi, vi si potessero costruire capannoni invasivi: “Rivendichiamo di aver lavorato da sempre, sin da quando – – eravamo solo una espressione come le altre della società civile, per arrivare al risultato di oggi e sono contento che di aver realizzato uno dei punti più qualificanti del mio programma di governo della città di Modugno. Il ‘parco Pinuccio Loiacono’ con l’area verde ed il laghetto nella ex cementeria, il ‘parco della legalità’ sulle polveri del ‘bubbone’ con l’ulteriore riqualificazione del quartiere Cecilia, la riqualificazione del Casale di Balsignano e del limitrofo villaggio neolitico, l’acquisizione al patrimonio del Comune delle aree comuni private – sulle quali realizzare interventi pubblici per la riqualificazione complessiva – del quartiere Porto Torres, sono nostre battaglie storiche portate a compimento”.

L’aspetto predominante del parco urbano sarà quello naturalistico, con il minor impatto possibile di staccionate-dellimitazioni dei percorsi, a tutto vantaggio di una fruizione libera e in sicurezza delle aree, oltre ad un significativo abbattimento dei costi di manutenzione e gestione. Particolare attenzione sarà data agli interventi agronomici che consentiranno di riattivare il ciclo della fertilità del suolo, trasformando la roccia (arida) in suolo fertile alla vita, in particolare con la messa a dimora di alberi “bagolaro – spaccasassi”. Sotto il profilo floristico, l’area della ex-cementeria risulta oggi dominata da specie erbacee pioniere e sulla base dei rilievi in campo (maggio 2020), la flora dell’area risulta costituita da circa 250 specie, con netta prevalenza di specie erbacee annuali e perenni. Tra queste spicca per il notevole interesse biogeografico la presenza di Dryopteris pallida, una felce molto rara e localizzata nella Puglia centro-meridionale. La delibera di giunta recepisce e segue l’ormai storico percorso impostato dall’amministrazione Magrone, recepito negli anni di governo anche dal Consiglio comunale: l’approvazione nel 2014 della proposta di destinare a verde l’area della ex-cementeria; l’approvazione nel dicembre 2019 dell’intesa con la società proprietaria del sito per la cessione, a titolo gratuito al Comune, della vasta che aumenterà del 450%, per complessivi 190.000 metri quadri (pari a sei volte il Parco San Pio e 16 volte la villa comunale di Piazza Garibaldi), le aree a verde modugnesi; l’accordo programmatico del febbraio 2020 per l’acquisizione gratuita al patrimonio pubblico dei 19 ettari dell’area rinaturalizzata, firmata dal sindaco Magrone e dal consigliere delegato e direttore generale di Italgen, ; la delibera di Giunta del giugno 2020 che approva il progetto esecutivo della riqualificazione ambientale dell’area, che sarà ceduta al Comune per diventare parco pubblico (con zona belvedere, area grandi eventi-concerti, viabilità carrabile – pedonale – ciclabile, oltre che un’ampia area parcheggio).

L’accordo per la riqualificazione del sito dell’ex cementeria è il frutto delle attività di concertazione e collaborazione intraprese dal Sindaco Magrone e dal Vice Sindaco e assessore all’Assetto del Territorio, Francesca Benedetto, con la società Italgen, per giungere alla realizzazione di uno dei più importanti punti di programma dell’amministrazione comunale. “È il dono più grande che lasciamo alla nostra città, per anni – – saccheggiata da cemento e industrializzazione selvaggia. Proprio lì dove esisteva una industria che ha invaso il nostro territorio, distruggendolo, sorgerà un’area verde, un parco, una meraviglia: il simbolo di una città restituita alla comunità, l’emblema di una Amministrazione che ha lavorato sodo applicando in concreto i principi della rigenerazione urbana e della urbanistica sostenibile”. Italgen conserverà la proprietà di una diversa area all’interno del sito, allo scopo di realizzarvi un progetto di produzione di energia da fonti rinnovabili ed in particolare un impianto fotovoltaico di circa 5,5 MWp all’interno dell’area di sua proprietà ove era ubicato l’insediamento produttivo.


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