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Per la prima volta, 8 imprese pugliesi hanno emesso mini-bond per un valore complessivo di 33,4 milioni di euro. Lo strumento di finanza innovativa (detto anche Basket Bond), voluto dalla Regione Puglia e realizzato dalla società regionale Puglia Sviluppo in collaborazione con Unicredit, rappresenta una vera svolta economica, utile alle Pmi per finanziare operazioni straordinarie, investimenti e capitale circolante, ricorrendo al mercato dei capitali anziché al tradizionale canale bancario. Il tutto grazie all’emissione di titoli assistiti dalla garanzia di portafoglio di Puglia Sviluppo, la cui dotazione, pari a 40 milioni di euro, svilupperà almeno 160 milioni di nuova finanza per le piccole e medie imprese.

Protagonisti di questo risultato anche Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale, che hanno agito in qualità di investitori istituzionali, sostenendo finanziariamente il progetto e sottoscrivendo ciascuno poco meno della metà dell’ammontare complessivo di questa prima emissione del programma, mentre il restante 5% è stato sottoscritto da UniCredit, che ha agito anche da originator della cartolarizzazione. Le otto imprese – di cui due operano in provincia di Bari, due in provincia di Foggia, una in provincia di Lecce e un’altra a cavallo tra le province di Bari e Lecce – utilizzeranno i mini-bond, di taglio compreso tra i 2 e gli 8 milioni di euro, per incrementare la produttività dei propri insediamenti attraverso attività di sviluppo, di espansione e di efficientamento dei processi produttivi. I mini-bond pugliesi prevedono una garanzia di Puglia Sviluppo pari al 25% dell’importo totale dei titoli emessi. Nei prossimi mesi si prevedono nuove emissioni fino a 126,6 milioni di euro per rispondere al notevole interesse mostrato dalle imprese pugliesi.

 “Abbiamo realizzato il grande progetto di una finanza innovativa e reso concreto uno strumento in più contro la crisi economica da pandemia – è, sul punto, il commento del ha presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che prosegue – Quando ci siano interessati per la prima volta ai mini-bond, associarli alle piccole e medie imprese del Sud, sembrava un’utopia. E invece il tessuto produttivo pugliese ha risposto, non solo con un interesse enorme ma, a cominciare da oggi, con emissioni concrete. I Minibond diventano realtà in un momento in cui l’economia del nostro Paese è in emergenza per gli effetti del lockdown. Abbiamo costruito un’intera manovra dedicata alla liquidità delle imprese: il Fondo Minibond, uno strumento pensato solo pochi mesi fa in un altro scenario economico, proprio oggi torna più che mai utile”.

Per accedere allo strumento, l’impresa interessata deve presentare domanda di candidatura all’agenzia Puglia Sviluppo. La Società controlla i requisiti, il piano di investimento, svolge altre verifiche e, se l’esito è positivo, lo comunica al cosiddetto “arranger”, cioè all’operatore finanziario che ha il compito di strutturare e collocare il portafoglio di mini-bond. È quest’ultimo, in collaborazione con l’investitore principale rappresentato da Cassa Depositi e Prestiti, a realizzare l’analisi di merito sia sull’impresa che sull’investimento e, in seguito, a definire il portafoglio complessivo delle aziende idonee, per un importo totale di 160 milioni di euro. L’arranger crea, dunque, la Società veicolo (Spv) che acquista i mini-bond, sottoscritti da UniCredit, e si finanzia collocando titoli presso investitori istituzionali e professionali. Le aziende, a questo punto, ricevono dai 2 ai 10 milioni di euro a seconda dell’importo del mini-bond e possono investire in beni materiali o immateriali, ma anche ottenere sostegno per il capitale circolante legato ad attività di sviluppo o espansione.


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