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Il parco del Castello con il recupero del lungomare Imperatore Augusto. Questi i progetti candidati dal Comune di Bari e dall’Autorità di sistema Portuale MAM (Adsp MAM), dopo un intenso lavoro sviluppato in questi mesi, hanno candidato alla misura di finanziamento PAC (Piano di Azione e Coesione), complementare al PON “Infrastrutturee Reti” 2014 – 2020 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

Asse A – digitalizzazione della logistica – Autorità di sistema portuale: è stato presentato un progetto che prevede il potenziamento del PCS GAIA, lo sviluppo dello Sportello Unico Amministrativo, il potenziamento dei varchi portuali per il tracciamento logistico della merce e la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA, l’estensione delle reti WiFi di tipo pubblico e operativo, il potenziamento e l’estensione del sistema di videosorveglianza.  Al fine di estendere la cooperazione applicativa con il sistema doganale AIDA a tutti i porti gestiti dall’Ente, è stato siglato un accordo preliminare con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Asse B – programma recupero waterfront – Comune di Bari e Autorità di sistema portuale: l’intervento intende realizzare la riconnessione della città vecchia e del Castello Svevo con il mare. La strategia adottata prevede la riqualificazione delle aree portuali e delle aree urbane limitrofe, con l’obiettivo di rimuovere le barriere che oggi separano le città vecchia dal mare. Nei dettagli, il progetto riguarda alcuni interventi che puntano a riqualificare le aree intorno al Castello Svevo, che negli anni hanno subito forme di degrado fisico ed ambientale, offrendo l’opportunità di valorizzare il patrimonio storico, artistico  architettonico del territorio cittadino e metropolitano.

Tra questi ci sono:

–          L’interramento della strada litoranea urbana (parte di corso de Tullio), nel tratto che va dal giardino Isabella D’Aragona fino agli edifici doganali, in modo in modo da creare un’area di collegamento pedonale tra il Castello svevo, la città vecchia,  e il mare.

–   La riqualificazione delle aree tra la città vecchia e il Castello svevo con il potenziamento della loro accessibilità, attraverso il riordino dell’intermodalità e della mobilità sostenibile, nonché il miglioramento delle condizioni paesaggistiche ed ambientali dell’area con la realizzazione del nuovo parco.

Asse C – accessibilità turistica – Comune di Bari: l’intervento ha l’obiettivo di garantire il massimo grado di accessibilità alle aree del Castello Svevo di Bari.  Nella configurazione attuale, il castello è collocato in un’area limitrofa alla città vecchia con cui costituisce un unicum a livello paesaggistico. Oggi il castello e il centro storico sono giustapposti e non hanno spazi di collegamento o elementi di connessione di mobilità lenta o carrabile. L’intervento intende quindi riqualificare le aree esterne al Castello Svevo integrandole con la città vecchia e la rete di mobilità ciclo-pedonale esistente attraverso la realizzazione di alcuni tratti oggi non presenti. L’obiettivo specifico del programma consiste nella riqualificazione delle zone adiacenti ai beni più importanti del patrimonio storico artistico culturale – quali l’unicum rappresentato appunto da Castello Svevo e città vecchia – attraverso il loro ricongiungimento con l’elemento identitario caratterizzante il territorio barese e pugliese: il mare. L’importo complessivo degli interventi previsti in questo progetto è di 4.000.000 euro.

Asse D – green ports – Autorità di sistema Portuale: è stata presentata una proposta progettuale consistente nella realizzazione di sistemi di elettrificazione delle banchine, con particolare riferimento a quelle di Punta delle Terrare, nel porto di Brindisi, e a quella che ricomprende gli ormeggi nr. 10 e nr. 11 della darsena di Ponente del Porto di Bari. Nel progetto è compresa anche l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione energetica proveniente da fonti rinnovabili.

“Questo progetto significa per noi abbattere la più grande barriera architettonica che separa la città e il suo mare – spiega Decaro -. Questo intervento rappresenta senza dubbio una delle più importanti occasioni di futuro, perché Bari finalmente sta tornando ad essere una vera città di mare attraverso interventi di riqualificazione urbana che puntano ad eliminare le barriere fisiche realizzate nel tempo tra gli insediamenti urbani e il mare ma anche attraverso lo sviluppo e la valorizzazione di funzioni che fino ad oggi sono rimaste in parte inespresse. Penso al turismo, alla sostenibilità ambientale, ai percorsi culturali come pure allo sviluppo commerciale, alle funzioni logistiche portuali, alla mobilità. È certamente un programma ambizioso, redatto a più mani, che ha subito incontrato la lungimiranza e la determinazione dell’Autorità di sistema portuale con cui abbiamo condiviso l’idea che il porto dovesse essere un nodo centrale dello sviluppo di Bari e non un elemento estraneo e autonomo. Siamo convinti di aver lanciato una sfida a noi stessi, alle altre istituzioni, ai cittadini e agli stakeholders a vario titolo coinvolti in questo percorso, ma siamo altrettanto consapevoli che la città di Bari è matura per coglierla e esserne protagonista”.

“Abbiamo presentato un lavoro progettuale corposo e ricco di contenuti – commenta il presidente dell’AdSP MAM Ugo Patroni Griffi -. Il nostro principale obiettivo è quello di estendere ai nostri cinque porti servizi e facilities, per irrobustire la nostra azione di promozione dell’hub MAM. Attraverso l’asse A miriamo al rafforzamento dei fast corridor ferroviari e su gomma, all’implementazione del Port Community Systems, all’estensione a tutti i nostri porti dello sdoganamento a mare. Con l’asse B, invece, puntiamo alla sistemazione e alla riqualificazione funzionale e urbanistica delle aree portuali, al miglioramento della connessione materiale tra i centri urbani e le aree portuali. Infine, attraverso l’asse D,  vogliamo raggiungere risparmio ed efficientamento energetico,  attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili, la mobilità sostenibile nelle aree portuali e il monitoraggio ambientale nelle aree portuali”.


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