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“In questo tempo così strano, anche la nostra cara Fiera del Levante si è adeguata”. Esordisce così il sindaco di Bari, Antonio Decaro, in apertura della Cerimonia di inaugurazione dell’84esima edizione della Fiera del Levante. Una fiera che resiste, come spiega Decaro: “La Fiera del Levante resiste, mette la mascherina, rispetta le prescrizioni e riapre – racconta – questa è molto più che una campionaria: è il simbolo della nostra caparbietà e del nostro coraggio. Un coraggio che non chiude, neanche oggi. Possiamo adattarci ma non vogliamo arrenderci – ha proseguito il primo cittadino – Bari non vuole arrendersi; la Puglia non vuole arrendersi; il Sud non vuole arrendersi”.

Decaro evidenzia come l’inaugurazione dell’84esima Campionaria avvenga nel rispetto della distanza, “come fanno tutti quei bambini e quelle bambine che hanno dovuto scoprire cosa significa dover studiare e vedere i propri compagni dietro uno schermo. Abbiamo imparato insieme a loro a vivere una vita nuova, ma dimostrando lo spirito di un grande paese”. Ed è proprio ai più piccoli e a tutti gli studenti che Decaro rivolge il suo pensiero: “Sembrava la fine ma siamo ancora qua, con il cuore che batte più forte, come dice un verso di una canzone di Vasco Rossi, esposto all’interno di una delle nostre scuole – racconta – versi che mi hanno fatto passare davanti agli occhi le immagini terribili di questi ultimi mesi”. Il primo cittadino di Bari ricorda le notti e i giorni silenziosi della città, squarciati solo dal suono delle ambulanze. “Immagini di un paese che aveva paura di dover scrivere la parola fine ma che invece è ancora qua – spiega – Come dicono gli studenti, a cui va il nostro saluto”.

Un abbraccio caloroso è stato rivolto, in particolar modo, da Antonio Decaro alla squadra dei 700 volontari che, nel periodo più buio di emergenza sanitaria, hanno insegnato alla collettività a mettere da parte le lamentele e le polemiche: “Vi siete messi al servizio della città nel rispetto della dignità di ciascuno – ha ricordato Decaro parlando direttamente a loro – Il giorno che vi ho riuniti tutti insieme, non riuscivo a parlare per la commozione: mi sono inginocchiato di fronte a chi ha tenuto in piedi la città di Bari. E la città di Bari vi ringrazierà per sempre”.

Decaro ha ripercorso i momenti più duri degli ultimi mesi, definendo quanto accaduto una vera e propria una rivoluzione culturale: “Ci si salva se si agisce insieme e non uno per uno – spiega, citando Enrico Berlinguer – e noi, con questo spirito abbiamo voluto portare a Bari dei nuovi paradigmi, a partire dalla mobilità e dagli spostamenti. Abbiamo alzato la testa e siamo andati avanti e così faremo, con serietà, determinazione e fiducia nelle autorità sanitarie”.

Una fiducia che, secondo il primo cittadino permetterà alla città di Bari di affrontare la sfida di proporre al paese un modello di convivenza con il virus: “Noi sindaci abbiamo elaborato un piano per l’utilizzo delle risorse europee che grazie al nostro Premier siamo riusciti a far destinare al nostro paese: abbiamo stilato una proposta si chiama Città Italia ed è declinato in 10 punti strategici per l’Italia Covid free”.

“Siamo pronti a firmare un nuovo patto per lo sviluppo delle città metropolitane” ha proseguito Antonio Decaro, facendosi portavoce, in particolare, di un tema particolarmente sentito per la città di Bari, come quello del nuovo Polo della Giustizia: “Chiediamo che questo tema sia considerato prioritario per questa città. Da anni a Bari siamo erodendo la fiducia dei cittadini nel diritto ad una giustizia giusta – ha detto il primo cittadino – per cui vorremmo procedere celermente sulla strada della concretezza e della mobilitazione”.

Al termine del suo intervento, il sindaco di Bari ha salutato l’ex candidato alla presidenza della Regione, Raffaele Fitto, augurandogli una buona guarigione e un periodo di convalescenza “in un clima di rispetto” e ha salutato il nuovo consiglio regionale al quale ha augurato buon lavoro. “Pensiamo che dal Sud possa partire un nuovo cammino di sviluppo La Puglia ce la fa; il Sud ce la fa; l’Italia ce la fa”, ha concluso.


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