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A Lecce pila salvavita nell’impianto di manutenzione treni: Smau 2020 premia Trenitalia e Tecatech

Pubblicato da: redazione | Ven, 23 Ottobre 2020 - 19:00
Teca defibrillatore

Ci sono incontri che salvano la nostra vita e quella degli altri e che, a volte, fanno vincere un premio. È quello che è successo ad Antonio e Furio che si sono aggiudicati il Premio Innovazione Smau 2020, consegnato a Milano.

Antonio Tresca è di Barletta e dirige l’impianto manutenzione di Trenitalia a Lecce. Furio Pradella è di Bergamo e guida una start up che ha brevettato TECATECH, una pila salvavita. Antonio aveva un problema: non era soddisfatto della gestione dei dispositivi legati alla protezione del rischio elettrico per i suoi dipendenti. Tramite una ricerca sul web si è imbattuto in TECATECH, prodotto dalla start up di Furio. Da allora i due non hanno più smesso di parlarsi.

 L’impianto di Trenitalia a Lecce si estende su un’area di 130mila mq ed è attrezzato con una piattaforma girevole, platee di lavaggio, un’officina per le locomotive e una per la riparazione delle carrozze. E qui lavorano, tutto l’anno, 24 ore al giorno, oltre 220 persone che garantiscono la manutenzione e la pulizia di una quarantina di treni al giorno.

«Oggi siamo il primo impianto ferroviario in Italia ad avere adottato TECATECH, la pila salvavita, brevettata dalla start up bergamasca – spiega Tresca –  Gli impianti di manutenzione dei treni sono luoghi dove gli operai vengono esposti a un elevato rischio elettrico. Proteggere la loro vita da una possibile folgorazione grazie a un defibrillatore che funziona perfettamente è fondamentale nella fase di primo soccorso. In caso di necessità il soccorritore accede al salvavita aprendo una semplice maniglia. Questi accorgimenti ci consentono di abbattere le barriere psicologiche come rompere il vetro o cercare affannosamente le chiavi nei momenti più concitati».

TECATECH è una pila cilindrica, alta circa 1 metro e 60 cm, che contiene un defibrillatore, dei caricabatteria per tablet e smartphone e una presa USB. Il defibrillatore si trova in una sacca sterile dotata di sensori che controllano la temperatura e l’umidità dell’aria. All’aumentare della temperatura si attiva una ventola che sottrae calore. Al suo diminuire entra in funzione una resistenza elettrica intelligente che riscalda l’aria. In questo modo il defibrillatore tende a mantenere le condizioni ottimali. All’interno della pila c’è un collegamento da remoto che consente di monitorare h24 il suo stato e, in caso di mancato funzionamento, inviare degli alert. La teca è dotata di un “occhio”. Quando è verde vuol dire che va tutto bene. Se diventa rosso bisogna intervenire tempestivamente. Come sempre la tecnologia aiuta ma resta fondamentale il controllo dell’uomo. Nell’impianto di Lecce sono presenti oggi due pile salvavita “adottate” in leasing.

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