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Passaparola, affissioni in strada (foto anteprima), spam su chat e social. Anche a Bari è arrivato il giorno della protesta che si preannuncia pacifica, con tre manifestazioni per ribadire il no alle chiusure imposte dal nuovo decreto Covid promulgato dal governo Conte.

Ristoratori, commercianti, titolari di palestre, cinema e teatri, partite IVA del territorio e di tutta l’area metropolitana. Sono solo alcune delle categorie che hanno annunciato la mobilitazione. Alle 11.30 si inizia in largo Giannella con i rappresentati della FIPE Associazione dei pubblici esercizi e ristoratori Confcommercio Bari-BAT per salvaguardare “il tessuto di 340mila imprese e un fatturato nel 2019 di oltre 90 miliardi di euro”. L’iniziativa si svolgerà in contemporanea in 18 città, sul selciato saranno lasciate decine di tovaglie come gesto simbolico. Parteciperanno anche gli iscritti del Movimento Impresa.

Nel pomeriggio è attesa la parte più cospicua delle manifestazioni. “Bari non chiude”, questo il titolo del sit-in di protesta in programma alle ore 18 in piazza del Ferrarese. Si tratta, nello specifico, di un movimento spontaneo nato in seguito alle diverse manifestazioni che si stanno susseguendo già in tutta Italia. Allo stesso orario anche in piazza Prefettura si terrà la terza manifestazione “Bari non ci sta”: “Scendiamo in piazza in modo pacifico per far sentire la nostra voce”, si legge nella locandina.


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