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Un nuovo episodio di avvelenamento di animali è avvenuto, qualche giorno fa, nel territorio di Casamassima. A renderlo noto sono i volontari della locale Lav – Lega anti vivisezione, che raccontano di due cuccioli di cane, stanziali nelle campagne del paese, che sono stati protagonisti di un tentativo di avvelenamento, a cui fortunatamente non è conseguita la morte. “Una cittadina di Casamassima che conosceva gli animali li ha trovati abbattuti, uno in particolare riverso al suolo – raccontano – la donna ha subito immaginato che avessero assunto sostanze tossiche e, senza perdere tempo, li ha soccorsi e ricoverati presso un ambulatorio veterinario. La sua prontezza ha salvato la loro vita: infatti è stato possibile iniziare subito la terapia per “sospetto avvelenamento da organofosforici” come si legge nel referto medico, e salvarli”.

La sede provinciale Lav ha, così, inviato un esposto, accompagnato dalle dichiarazioni della testimone e della veterinaria, al sindaco e alla Polizia municipale di Casamassima, affinché si prendano gli opportuni provvedimenti. L’Ordinanza Ministero della Salute “Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati” del 12 luglio giugno 2019, prevede infatti che il primo cittadino, in caso di episodi di avvelenamento anche solo sospetto, dia immediata disposizione per l’apertura di un’indagine, provveda a individuare le modalità di bonifica del luogo interessato, nonché a segnalare, con apposita cartellonistica, la sospetta presenza nell’area di esche o bocconi avvelenati e a intensificare in zona controlli da parte delle autorità preposte.

“Provocare un danno alla salute degli animali o cagionarne la morte per crudeltà o senza necessità sono fattispecie previste e punite dal Codice Penale – ricordano i referenti della Lav, che precisano – spargere sostanze velenose significa anche mettere a rischio l’ambiente e la salute pubblica in quanto non solo animali, domestici e selvatici, possono venirne a contatto ma anche persone in modo accidentale. Auspichiamo – concludono – che l’episodio abbia la giusta rilevanza presso le Autorità”.


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