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Un’iniziativa ecologica intrapresa per gioco e diventata, poi, una missione. A raccontarla è il suo promotore, Vito D’Alessandro, cittadino di Bitonto già resosi protagonista, in passato, di altre imprese autonome per la salvaguardia del territorio. Questa volta D’Alessandro ha mappato tramite una semplice app sul suo cellulare, le zone di Bitonto e dintorni della cittadina dove, durante le sue passeggiate in solitaria, ha riscontrato la presenza di microdiscariche di rifiuti. Ben 280 siti sono stati così individuati, fotografati e georeferenziati tra Bitonto, Palombaio e Mariotto, di cui 45 all’interno dei quali è stata riscontrata la presenza di amianto. 

“Mentre passeggiavo alla riscoperta del mio territorio mi imbattevo sempre più spesso in micro-discariche che deturpavano il paesaggio – racconta Vito in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook – così ho deciso di non limitarmi a indignarmi con amici sensibili o con banali foto sui social, ma di fare qualcosa di concreto e utile”. 

Il giovane ha iniziato, così, la sua mappatura che, tra foto geolocalizzazioni, lo ha portato in contatto con tantissimi agricoltori, proprietari, cittadini e guardie campestri della zona che, dopo la curiosità e un primo scetticismo, hanno espresso il proprio favore nei confronti dell’iniziativa. “Tutti mi hanno espresso la necessità di un intervento deciso contro questo grave problema e la speranza che a questa mia mappatura possano veramente seguire azioni concrete – racconta – Ora la mia parte è terminata, ci sono sicuramente ancora tanti punti da individuare ma per questo sono sicuro che sia possibile organizzare una  rete di associazioni e cittadini che vorranno dare il proprio contributo, per supportare le istituzioni nei controlli e nella pulizia”.

Vito D’Alessandro chiarisce di non voler aversi attribuire alcuna esclusiva sull’iniziativa, ispirata a tante altre intraprese, in passato, da altri virtuosi cittadini, ma esprime l’auspicio che il suo progetto di mappatura della zona possa spingere tanti altri a dare il proprio contributo all’aggiornamento della mappa. “Ovviamente, questi primi dati (tanti purtroppo) sono a disposizione delle istituzioni locali per meglio pianificare interventi e controlli”, conclude. 

(Foto: profilo Facebook Vito D’Alessandro)


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