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Covid in Puglia, medici di famiglia contro la Regione: “Dove eseguiamo i tamponi rapidi in modo sicuro?”

Pubblicato da: redazione | Sab, 12 Dicembre 2020 - 08:00
medici medico

“Serve soddisfare il bisogno di salute in Puglia”. E’ quanto dichiarato dai sindacati i SIMET, SMI, SNAMI, Fp Cgil Medici, dirigenti SSN della Puglia. Al centro del dibattito l’ordinanza regionale sulle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da virus Covid 19.  Secondo i firmatari della nota, la  recente ordinanza regionale prevede alcune indicazioni per i professionisti della  medicina generale, della continuità assistenziale, della pediatria di libera che sono già messe in atto da tutti i medici. I dubbi riguardano infatti l’incomprensione in merito a quelle che siano le novità messe in atto, soprattutto considerando le carenze del sistema.

“Il 96% dei malati Covid è già in cura presso i medici di medicina generale, mentre solo il 4% dei malati è preso in carica dagli ospedali – scrivono sulla nota congiunta – Le U.S.C.A, invece, che ricordiamo sono state istituite a marzo scorso con decreto ministeriale e, che  dovevano essere operative dopo dieci giorni, in Puglia, dopo nove mesi, non sono partite  in modo uniforme su tutto il territorio”.

Secondo quanto scritto nella nota, sarebbe stato necessario che “tra le figure mediche del territorio, i medici di famiglia, di continuità assistenza, i medici  del 118, le  stesse  U.S.C.A  si creasse un maggior coordinamento per contrastare il covid 19”.

Una condizione che però, ad oggi, sembrerebbe lontana dalla realtà attuale. “Per eseguire i tamponi rapidi – continuano nella nota – vorremmo che direttori delle ASL si attivassero per individuare le strutture nelle quali poterli effettuare, assicurando l’idoneità dei locali, garantendo ai medici i dispositivi individuali di protezione e le coperture assicurative  per svolgere le attività mediche in questo ambito”. Il monito arriva anche nei confronti dell’attesa di una risposta nei confronti della campagna vaccinale antinfluenzale che, secondo i firmatari della nota, è in forte ritardo nella regione rispetto all’anno scorso. Un dato allarmante considerando il momento storico e la pandemia in atto.

“Infine – concludono – chiediamo che venga valorizzato di più  il distretto sanitario dove  agiscono insieme le varie figure mediche, così come ci attendiamo che venga   ripristinata la medicina scolastica come elemento fondamentale della politica sanitaria”.

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