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Una petizione firmata, ad oggi, da più di mille persone e diffusa tramite il web e i social network. È il mezzo con cui i genitori degli studenti della scuola media statale “Tommaso Fiore” del quartiere Poggiofranco di Bari, stanno provando a scongiurare l’accorpamento dell’istituto alla scuola media “Amedeo d’Aosta” di Japigia. Lo scorso 18 dicembre era stata, infatti, pubblicata la delibera comunale sul ridimensionamento scolastico che aveva stravolto la precedente delibera regionale che indicava, invece, l’accorpamento della scuola media “T. Fiore” con la scuola dell’infanzia “M. L. King” e con la vicina elementare “Tauro”. “Se tutto questo dovesse essere confermato, si rischia di perdere un’importante occasione per creare un polo educativo che agevoli il percorso formativo dei ragazzi nel nostro quartiere – si legge in uno dei post pubblicati dai residenti della zona sulla pagina Facebook “Poggiofranco Attiva” – Riteniamo sbagliato operare un cambiamento così radicale in un momento storico delicato, non tenendo conto delle esigenze di un quartiere demograficamente in crescita”.

Un appello a cui aveva fatto eco, negli scorsi giorni, la nota diramata dalla sigla sindacale Uil Scuola: “La Giunta comunale di Bari questa volta l’ha combinata proprio grossa”, aveva esordito il sindacato, stigmatizzando l’atteggiamento degli amministratori locali di rendere quello scolastico un terreno di presunto scontro politico. Uil Scuola aveva, infatti, sottolineato che l’assessore comunale all’Istruzione, Paola Romano, in occasione dell’informativa alle organizzazioni sindacali, nulla aveva riferito rispetto a quanto è stato poi deliberato circa l’accorpamento delle due scuole medie. “Una scelta irrazionale – spiega il segretario generale Gianni Verga – fatta di rattoppi dell’ultimo momento, che cancella con un solo colpo di spugna identità culturali radicate sul territorio. Si tratta di due scuole agli antipodi della città di Bari, per le quali la delibera regionale aveva previsto ben altro. Come mai questo cambio di rotta? – si domanda, quindi, il sindacato scolastico – Come mai accorpare due scuole a 4 chilometri di distanza anziché mantenere soluzioni che tengano conto della territorialità e del criterio di verticalizzazione?”.

Domande in cerca di risposte e, secondo i genitori e i residenti del quartiere, dell’intervento proprio da parte del primo cittadino di Bari, Antonio Decaro, a cui viene chiesto di ritirare la delibera comunale, perché ritenuta non rispettosa delle prerogative degli organi collegiali, nonché pregiudizievole in quanto non ha previsto una corretta informativa sindacale. “Questa lettera nasce dal desiderio di noi genitori di esprimere i nostri sentimenti e le nostre ragioni in questo momento di grande sconforto e agitazione nell’unirci alla richiesta del nostro Consiglio di Istituto e dei nostri docenti di rivedere la decisione presa – esordisce la lettera che accompagna la petizione sul web – Il sentimento che circola fra di noi in queste ore è di grande sconforto e anche di rabbia perché stiamo vedendo la nostra scuola precipitare anno dopo anno”. I genitori denunciano un forte calo delle iscrizioni causato, secondo loro, da una gestione “che l’ha depauperata perché, nonostante la forte unione e collaborazione con i docenti, c’è stata un’alternanza di dirigenze e reggenze che ha causato un calo dell’opinione positiva di cui la scuola ha goduto per 50 anni e più”.


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