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In Puglia nel 2020 la Polizia postale ha indagato su 2.935 casi, tra pedopornografia, diffamazioni e truffe on line, stalking e revenge porn, denunciando 736 persone, arrestandone 4 ed eseguendo 63 perquisizioni. È il bilancio annuale delle attività delle sezioni di Polizia postale e delle Comunicazioni della Puglia.

Nel dettaglio, con riferimento alle indagini sulla pedopornografia, gli agenti si sono occupati di 35 casi con 75 indagati, 48 perquisizioni, 2 persone arrestate e 9.189 GB di materiale sequestrato. Tra questi c’è l’operazione «pay to see», nata dalla denuncia di un genitore che aveva trovato sul cellulare della figlia una chat contenente un vero e proprio listino prezzi per prestazioni di natura sessuale online, con tariffe differenziate a seconda delle richieste («sexchat: 45 minuti in cui faccio da schiava = 30 euro»).

La Polizia postale di Bari e Foggia ha eseguito in quella occasione 21 perquisizioni su tutto il territorio nazionale anche nei confronti di diversi minori che avevano acquistato i «servizi» offerti dall’adolescente. Con riferimento agli altri reati on line scoperti dalla Polizia postale pugliese, ci sono 1.631 truffe con complessivi 266 indagati e 1 arrestato, 115 casi di diffamazione on line, 16 di stalking, 3 di revenge porn e 34 di sextortion. ANSA


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