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Non rientrano nella dotazione organica dell’Arpal, non potranno essere stabilizzati e saranno impegnati nelle attività legate al reddito di cittadinanza. Sono le spiegazioni fornite oggi alla II commissione del Consiglio regionale dalla dirigente delle unità operative dei servizi per l’impiego dell’Arpal, Alessandra Pannaria, nell’audizione convocata dal presidente Antonio Tutolo.

Si tratta – ha spiegato – di 236 “istruttori specialisti” somministrati da un’agenzia di lavoro internale, per sei mesi di occupazione a tempo determinato nei centri per l’impiego. I contratti a tempo determinato – ha detto ancora Pannaria – di personale interinale sono previsti da un aggiornamento al piano di potenziamento nazionale dei centri per l’impiego sul territorio, per sopperire alla carenza di organico, in attesa dell’espletamento dei concorsi per assunzioni a tempo determinato e indeterminato. Le prove concorsuali, che rispondono al piano di fabbisogno di 1139 figure professionali complessive, sono sospese per l’emergenza sanitaria da Covid-19. La vicenda era stata sollevata dal gruppo di Fratelli d’Italia. “Nuova legislatura, vecchi metodi – commentano da Fdi – quando l’argomento è scomodo ecco che a rispondere in commissione vengono mandati i tecnici, i dirigenti degli assessorati e delle agenzie regionali, meri esecutori di decisione politiche. E’ successo anche oggi: a rispondere della scandalosa selezione per 236 persone da assumere a tempo determinato all’Arpal è stata una dirigente regionale e non il direttore generale, Massimo Cassano. Un’assenza a dir poco sospetta”.


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