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Bufera sugli oltre 30mila avvisi di pagamento che la Asl di Bari ha inviato ai cittadini che avrebbero usufruito tra il 2011 e il 2015  delle esenzioni dei ticket per prestazioni specialistiche e farmaceutiche, non avendone però i requisiti. Si tratta di un’attività di recupero di circa 5 milioni e 671mila euro che la Asl sta portando avanti per obbligo di legge, come previsto da un decreto ministeriale del 2009 e che fa seguito a un controllo incrociato dei dati finanziari/reddituali da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), del Ministero del Lavoro e del Ministero della Salute, tramite il sistema Tessera Sanitaria.

L’accertamento – in capo a tutte le aziende sanitarie per legge – ha messo in evidenza che le autocertificazioni dei firmatari presentate negli anni 2011-2015 non corrispondevano alla reale posizione reddituale/lavorativa degli utenti coinvolti dalle verifiche, in cui sono state invece fatte salve le esenzioni per patologia. I pagamenti per sanare le posizioni possono avvenire soltanto tramite il sistema PagoPa e finora sono stati recuperati 139mila euro che l’azienda potrà destinare in futuro al potenziamento delle attività sanitarie.

Nelle missive inoltre si dà la possibilità ai cittadini di produrre tramite email la documentazione idonea a comprovare il diritto all’esenzione. Molti si stanno quindi recando negli uffici ex Cto per chiedere spiegazioni. Il caso però è all’attenzione ora di diversi  studi legali, pronti ad impugnare le varie missive e a presentare ricorsi contro la Asl di Bari.

“Premesso che in pieno periodo Covid inviare avvisi massivi (pare siano oltre 30000), è assolutamente una scelta tragicomica – denuncia il consigliere comunale del gruppo misto, Michele Picaro-  Come può la Asl, che ha tutti gli strumenti e documenti per verificare le eventuali irregolarità, chiedere agli utenti di fare le verifiche accedendo a una piattaforma nella quale non si riesce nemmeno a comprendere quale siano le prestazioni contestate e non soggette a esenzioni? Incongruenze che stanno spingendo tantissimi cittadini a recarsi personalmente negli uffici dell’ex Cto affrontando code e pericolosi assembramenti. Fortunatamente sto ricevendo in queste ore la disponibilità di diversi legali,  a farsi carico della difesa dei contribuenti destinatari degli avvisi di pagamento”.


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