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Bari, dal rischio fallimento alla rinascita. Il lieto fine dell’Onaf, officina dei “Cuori d’acciaio”

Pubblicato da: Francesca Emilio | Dom, 17 Gennaio 2021 - 13:00
Foto FsNews

Anni di crisi, impoverimento produttivo, disoccupazione, poi, nel 2016 la svolta. E’ accaduto a Bari, protagonista l’Officina Nazionale Armamento Fonderia (ONAF), storica fabbrica di manufatti in acciaio, oggi polo industriale di qualità.

Il rischio di un destino segnato dall’incertezza, poi il ritorno alla speranza. Un lieto fine tutto barese avvenuto ormai cinque anni fa, periodo in cui l’azienda è stata rilevata dal Gruppo FS, attraverso RFI. Da lì una nuova vita. L’azienda infatti è stata trasformata in un’officina monoprodotto specializzata nella produzione di cuori in acciaio fuso al manganese.

Onaf, va specificato, è una fonderia di seconda fusione dove la materia prima utilizzata per produrre l’acciaio è il rottame ferroso fuori uso. Quest’ultimo viene fuso in forni a 1600 gradi, durante questo processo di fusione vengono aggiunge delle ferroleghe per conferire all’acciaio la composizione chimica richiesta per i cuori, una parte essenziale utile per lo scambio dei treni. Per realizzare questo pezzo importantissimo per la percorrenza dei treni, ci vogliono due mesi. Quelli prodotti a Bari, in particolare, sono lunghi circa 2 metri.

Da 2016 in poi, grazie all’investimento del gruppo FS pari a 33milioni di euro, per l’azienda e per i lavoratori inizia una nuova vita. Una storia a lieto fine che vede, oggi, ONAF, nettamente aumentato il numero dei dipendenti. Sono 116, in particolare, i lavoratori che si occupano di produrre circa 1700 cuori l’anno.

Questi ultimi vengono spediti su tutta la rete nazionale e hanno una doppia destinazione, ha spiegato in un’intervista per Fsnews Massimo Del Prete, responsabile delle Officine Nazionali Infrastruttura che ha contributo, con gli altri, alla rinascita della stabilimento.

“Alcuni vengono spediti all’Officina Nazionale Armamento di Pontassieve (FI) – ha commentato – Dove vengono stoccati e assemblati con altri componenti per la realizzazione degli scambi, altri vengono inviati direttamente sui territori per le attività di manutenzione lungo linea. L’idea dell’acquisizione è nata dall’esigenza di internalizzare un’attività nevralgica: quella dell’approvvigionamento di cuori per garantire il mantenimento in efficienza della rete ferroviaria. ONAF in qualità di fornitore interno al Gruppo FS garantisce l’efficienza del processo produttivo e prezzi d’acquisto da mercato dei cuori calmierati.”L’obiettivo, ha sottolineato Del Prete, è quello di continuare a crescere.

“L’Officina barese sta crescendo in termini di nuove assunzioni e di implementazione tecnologica con l’ammodernamento degli asset esistenti e l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature. E’ una realtà che si sta strutturando per rispondere a una domanda di cuori in acciaio fuso al manganese che auspichiamo possa essere sempre crescente.” Una storia vincente che vede la Puglia protagonista” – ha concluso.

 

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