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Processo Banca Popolare Bari, ancora un rinvio per mancanza di una sede

Pubblicato da: redazione | Lun, 15 Febbraio 2021 - 17:45
banca popolare di bari

Delega in udienza per gli avvocati che rappresentano le migliaia di parti civili nel processo contro gli ex vertici della Banca popolare di Bari. Obiettivo, poter celebrare il processo nelle norme Covid, non essendo ancora disponibile una sede idonea per contenere tutti.

In particolare, da 252 il numero delle persone presenti in aula sarà ridotto a 32. Il processo, attualmente, si celebra nell’aula bunker di Bitonto ma da diversi mesi viene rinviato in attesa di individuare una struttura abbastanza grande da contenere le centinaia di parti costituite. Inizialmente si era pensato che la sede prescelta potesse essere il cinema Showville di Bari. L’opportunità però è sfumata negli scorsi giorni a causa di questioni tecniche. Così i capi degli uffici giudiziari avevano individuato il centro congressi della Fiera del Levante, sul quale però si deve ancora pronunciare il Ministero della Giustizia.  “Dopo 4 udienze, quella di oggi sarà l’ultima falsa partenza del processo” – ha commentatol’avvocato Antonio Calvani dell’Unione Nazionale Consumatori che, con i colleghi Corrado Canafoglia, Valentina Greco e Ennio Cerio rappresenta il collegio di difesa di 230 azionisti.

Nel processo, in particolare, sono imputati gli ex amministratori Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex condirettore generale, accusati di aver falsificato per anni i bilanci e i prospetti e di aver ostacolato l’attività di vigilanza di Bankitalia e Consob. Hanno chiesto di costituirsi circa 3 mila parti civili, tra azionisti, Regione Puglia, Comune di Bari e associazioni.

“La maggior parte degli avvocati – ha spiegato ancora Calvani – ha aderito alla nostra idea di delegare pochi colleghi a partecipare alle udienze fino a che si affronteranno questioni preliminari e non di merito. Così facendo, invece di avere 252 avvocati presenti se ne avranno solo 32 e l’aula, che ha una capienza di soli 45 posti, potrà bastare. Finalmente la prossima udienza fissata per il 2 marzo si potrà celebrare, e questo non già grazie al Ministero della Giustizia incapace di trovare una sede idonea al processo, bensì alla volontà e al senso di responsabilità degli avvocati che hanno risolto una situazione di stallo imbarazzante, considerato che a distanza di dieci mesi dalla citazione a giudizio degli imputati il processo non è nemmeno partito, negando giustizia a migliaia di risparmiatori traditi, facendo avvicinare lo spettro della prescrizione” – ha concluso.

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