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Potrebbe essere una questione di pochi giorni: l’ospedale Covid in Fiera del Levante, dopo due mesi di attesa, è quasi pronto ad aprire i battenti.

Ieri c’è stata una riunione alla quale hanno partecipato il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore, e le organizzazioni sindacali dei medici (Aaroi Emac, Cimo Fesmed, Cisl FedMed, Uil Fpl, Anaao Assomed, Fp Cgil, Fvm, Fassid) e, nonostante ancora il nodo da sciogliere sul reclutamento del personale, è stato trovato un accordo di massima per attivare la mega struttura da 154 posti letto. D’altronde, la situazione epidemiologica impone di accelerare: gli ospedali della provincia di Bari sono sotto stress, i posti letto si contano sulle dita di una mano; stesso discorso nel Tarantino. Il centro Covid in Fiera potrebbe rappresentare una manna dal cielo, ecco perché le parti hanno concordato di fare il “prima possibile”.

Si partirà subito con l’effettuazione di una esercitazione che sarà coordinata dal dottor Gaetano Dipietro, medico specialista in Rianimazione e già direttore della centrale operativa del 118, in qualità di esperto nel coordinamento del sistema emergenza urgenza sanitaria 118, a esito della quale verranno verificate eventuali criticità in modo da minimizzare i rischi. Dopodiché l’ospedale verrà aperto, il piano prevede il trasferimento non dei pazienti già ricoverati nelle terapie intensive ma quelli che si trovano nei reparti di malattie infettive e pneumologia o sub intensiva.

Policlinico e sindacati hanno trovato anche un punto d’intesa sul rapporto posti letto-personale: saranno garantiti almeno 3 infermieri e un medico per ogni posto letto attivato. Per superare il problema della carenza di personale è stato concordato che verranno coinvolti anche gli ospedali delle altre Asl pugliesi, cercando di reclutare quanti più specialisti. Ovviamente tutto avverrà su base volontaria. Infine, si tenterà, se sarà necessario, di chiedere il trasferimento di medici da altre Regioni, come avvenuto durante la prima ondata con la Lombardia. Si valuta la possibilità di coinvolgere nell’operazione anche la Protezione civile nazionale e il ministero. Come detto, non è stata fissata una data di apertura ufficiale, ma sia fonti del Policlinico che sindacali sottolineano che avverrà “a stretto giro”. “Nel corso della riunione – si legge in un comunicato congiunto – è stato condiviso lo standard di utilizzo di personale per i posti letto di rianimazione che è stato implementato rispetto alla dotazione organica presentata con il precedente piano. Interesse prioritario è garantire la sicurezza dei pazienti e la migliore assistenza possibile in un momento di emergenza come quello in corso. In questa ottica è stato stabilito di attribuire responsabilità precise istituendo unità operative che possano più efficacemente assicurare il percorso assistenziale dei pazienti che saranno ospitati nella struttura per la maxi emergenza”. Infine, “l’azienda e le organizzazioni sindacali condividono necessità di coinvolgere le altre aziende del territorio regionale nella gestione operativa dei posti letto per arrivare al pieno utilizzo dei 152 posti disponibili”.


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