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Bari, rabbia degli ambulanti sotto la Regione: “Emiliano, se non ci vuoi ascoltare dimettiti” – VIDEO

Pubblicato da: redazione | Ven, 23 Aprile 2021 - 08:40
Protesta ambulanti
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“Presidente, qui ci sono le famiglie, ci sono le attività: se non ci vuoi ascoltare, dimettiti”. Le parole, gridate con l’aiuto di un megafono, sono quelle del duro attacco da parte degli ambulanti pugliesi nei confronti del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano: “Durante la campagna elettorale hai detto che sei l’uomo del popolo e che sei vicino a tutte le categorie: dove sei ora? La nostra pazienza è finita”.

Sono le urla, le immagini, i rumori dell’ennesima manifestazione autorizzata organizzata dalle associazioni di categoria per questa mattina, sotto il palazzo della Regione Puglia, sul lungomare di Bari. I commercianti tornano a far sentire la propria voce dopo le numerose richieste d’aiuto avanzate nelle scorse settimane: “La mancanza di chiarimenti per la ripartenza sta mettendo a dura prova lo stato d’animo dei venditori che sono stati lasciati soli e senza aiuti ad affrontare la vita quotidiana con una politica regionale al momento assente”, spiegano i sindacati Ugl terziario, Fivag Cisl, Cari, Fiva-Confcommercio, Anva Confesercenti e Goia Puglia, Fenimprese e Federcommercio. La categoria chiede un incontro con il presidente della Regione Michele Emiliano, per l’avvio di un tavolo tecnico di confronto che spazi dall’apertura di tutti i mercati pugliesi senza che nessuno di questi sia oggetto di chiusure da parte dei sindaci a un indennizzo per la chiusura forzata derivante dagli effetti della zona rossa.

“Servono rassicurazioni per la ripartenza dei mercati e della loro continuità di svolgimento in caso di ritorno in zona rossa con la garanzia che questi non vengano richiusi dato che per la ripartenza, si ha bisogno di nuovi investimenti – proseguono le associazioni di categoria – questo non si aggiunga al danno della merce invenduta che giace nei furgoni, la beffa per i nuovi investimenti. per questo e per dare voce alle proprie ragioni, daremo atto a nuove manifestazioni se non saremo ricevuti”.

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