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“L’anno scorso, pur senza guadagnare, siamo riusciti a salvare l’estate, quest’anno, molto probabilmente andrà allo stesso modo, ma è una grande incognita: c’è molta meno ricchezza in giro rispetto a quella di due anni fa”.  A dichiararlo, con un tono positivo che non nasconde comunque preoccupazioni, è Fabrizio Santorsola, del Fiba Confesercenti. Santorsola, in particolare, è intervenuto in merito alla questione dei lidi. Dal 15 maggio, va specificato, le strutture hanno riaperto i cancelli, ricominciando a programmare, seppur in ritardo, la stagione estiva alle porte. Non mancano però le problematiche rispetto a quella che, secondo Santorsola, sarà una stagione “tendenzialmente positiva, per la quale però non si possono ancora fare previsioni reali”.

Nello specifico, le norme anti Covid per i lidi sono rimaste le stesse dell’anno scorso, fatta eccezione per quello che riguarda le cabine che quest’anno potranno essere utilizzate solo da un nucleo familiare. Questo aspetto, aggiunto al fatto che il ritardo della campagna vaccinale ha portato una grande fetta dei turisti a scegliere mete diverse dall’Italia (in particolare dalla Puglia), potrebbe portare i gestori dei lidi a doversi “spartire” i cittadini pugliesi, non potendo contare dunque su tutto quel supporto portato dai turisti, che, ogni anno, contribuiscono ad incrementare i guadagni. Stando a quanto dichiarato da Santorsola, ad essere maggiormente a rischio, sono proprio i lidi turistici che, al contrario di quelli cittadini, con la mancata ripartenza del settore alberghiero, potrebbero subire un duro colpo.

“L’anno scorso temevamo un disastro, ma così non è stato – ha commentato – quest’anno però, almeno fino ad ora più che prenotazioni stiamo ricevendo richieste. Il telefono squilla, chiedono il prezzo, ma non confermano. Materialmente dunque, non possiamo ancora fare una stima precisa. La situazione è opposta per i lidi cittadini, come ad esempio il lido San Francesco a Bari. Loro, che  lavorano per abbonamenti, il problema non se lo pongono, chi invece lavora con i turisti ha una condizione maggiormente a rischio e meno prevedibile” – ha sottolineato. Di fatto, i lidi cittadini, sin da quando è stato possibile intravedere lo spiraglio di speranza in merito alla riapertura, risultano già pieni. A riempire i lidi sono soprattutto i residenti che, come spiega Santorsola “sono abitudinari e ogni anno prenotano cabina e ombrellone”.

“L’unico rischio per i lidi cittadini è quello dell’obbligo, secondo norme, di utilizzo di una cabina per nucleo familiare – ha spiegato ancora – normalmente una cabina prevede 8 ingressi, di solito viene utilizzata da almeno due nuclei. Per una famiglia i costi potrebbero essere alti, quindi il rischio è che in tanti decidano di rinunciare alla cabina, soprattutto se dovessero raddoppiare i prezzi. Questa cosa potrebbe mettere in crisi chi gestisce i lidi cittadini, non so come faranno. Per quanto riguarda i lidi prettamente turistici, bisogna capire se anche quest’anno lavoreremo con clientela locale che si muove la mattina e torna la sera o, se dovessero riaprire gli alberghi, potremo contare su un’utenza differente. L’anno scorso siamo riusciti a vedere pochi stranieri e gente del Nord, ma si trattava di chi aveva la seconda casa in Puglia. Certo, il Governo sta aprendo, ma è ancora un’incognita. Per la seconda volta, il mese di giugno, che solitamente era dedicato agli stranieri, sarà vuoto. I tavoli di programmazione economica di questa stagione dovevano essere fatti a novembre, non a maggio. La stagione adesso dovrebbe essere già iniziata” – ha sottolineato spiegando però che le previsioni per luglio e agosto non sono del tutto negative.

“Certo è che Grecia Croazia e Spagna hanno bruciato le tappe – ha spiegato ancora – hanno fatto passi in avanti inventandosi le situazioni Covid free, pur essendo al nostro stesso livello, se non peggio. Con questo escamotage si sono venduti bene e hanno accalappiato una grossa fetta di turisti che prima passava le vacanze qui. Ma c’era da aspettarselo, il nostro Governo si è mosso in ritardo, anche se motivato da situazioni pandemiche che certamente non potevano essere sottovalutate, una programmazione doveva essere definita prima. Come l’anno scorso, ci stiamo preparando adesso, mentre avremmo dovuto già essere pronti” – ha specificato ricordando che l’anno scorso la riapertura è avvenuta una settimana prima rispetto all’inizio della stagione.

“Bisognava farsi trovare preparati, la situazione è stata gestita al buio, non possiamo fare altro che sottostare – ha raccontato ancora – il punto interrogativo più grande riguarda i lidi turistici. L’anno scorso, in molti, hanno aperto un mese dopo per mettersi a norma, fattore che non ha risparmiato i gestori da ulteriori perdite che in alcuni casi sono stati costretti a rimodulare i prezzi, quest’anno ho chiesto ai miei associati di non aumentare i costi, mantenendo invece quelli dell’anno scorso e favorendo anzi politiche di rimborso e recuperi per andare incontro alla gente. Certamente, serviva sensibilizzare prima le vacanze in Puglia, se non arrivano soldi freschi da fuori, in tanti non sapranno come fare” – ha concluso.

 


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