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È la variante inglese del Covid19 quella che, tra le diverse tipologie di varianti isolate e sequenziate, si è diffusa maggiormente in Italia negli ultimi 5 mesi. A rivelarlo è il primo bollettino sulla prevalenza e sulla diffusione delle varianti del virus SARS-CoV-2 redatto e diffuso dall’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con Fondazione Bruno Kessler e Ministero della Salute.

In particolare, nel periodo compreso tra il 28 dicembre 2020 e il 19 maggio 2021 sono stati segnalati al Sistema di Sorveglianza Integrata COVID-19 un totale di 23.170 casi di infezione da virus SARS-CoV-2 con genotipizzazione tramite sequenziamento su un totale di 2.083.674 di casi riportati (pari quindi a 1,11%). Tra queste, la variante inglese (VOC-202012/01), caratterizzata da una elevata trasmissibilità, è stata quella che ha circolato maggiormente rispetto alle altre sul territorio nazionale, con ben 16.927 casi accertati. Il lignaggio P.1 (cosiddetta variante brasiliana) ha una diffusione maggiore, invece, solo in alcune Regioni italiane. La prevalenza di altre varianti del Coronavirus di interesse per la sanità pubblica è poi inferiore all’1% nel nostro paese, ad eccezione della cosiddetta variante nigeriana che si attesta all’1,17%.

Sul territorio regionale pugliese, negli ultimi 5 mesi di riferimento, la variante inglese del Covid19 è stata pari al 98,3% del totale dei casi di infezione ed è stata riscontrata lungo tuta la regione. Registrati anche casi di variante brasiliana, ma pari solo allo 0,8% e diffusi in particolare nelle aree del Gargano e della provincia barese.


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