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“L’idea alla quale stiamo lavorando con l’ente Fiera è quella di dar vita ad un accordo che consenta alla Fiera di avere nuovi padiglioni espositivi nelle aree scoperte e a noi di mantenere la disponibilità degli spazi per le funzioni legate ai piani pandemici generali o di prevenzione delle grandi emergenze.  Abbiamo scelto la fiera per ospitare il padiglione maxi emergenze perché, innanzitutto, si trattava di un luogo pubblico e poi, in quel modo, abbiamo anche consentito alla fiera di superare un momento finanziariamente complicato attraverso il pagamento dell’affitto.  Abbiamo fatto tutto quello in maniera concordata. Il centro emergenza noi comunque lo dobbiamo fare, quindi da qualche parte lo faremo, anche perché quello che è dentro il Padiglione maxi emergenze può essere spostato”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano rispondendo alle domande dei giornalisti sul futuro del padiglione maxi emergenze realizzato all’interno della Fiera del Levante di Bari.

Il presidente Emiliano pensa che ci sarà la “proroga dello stato di emergenza almeno fino a dicembre. Le regioni – ha detto – si stanno orientando verso questa opinione che speriamo sia condivisa dal governo”.

E chi gli ha chiesto come si concilia questa linea con il punto di vista del Comune ha risposto: “Il Comune di  Bari è uno dei soggetti dell’ente fiera e quindi ha un peso grosso. Così come lo ha la Regione, perché la Fiera del Levante sta in piedi anche grazie all’impegno enorme della Regione Puglia per ogni edizione. Noi investiamo milioni e milioni di euro ogni volta. Abbiamo anche trasferito al suo interno le sedi dell’assessorato alla cultura, di pugliapromozione e apulia film commission. Quindi salvaguardare la Fiera è un obiettivo comune, mettendo in condizione l’ente di avere delle entrate fisse a prescindere dalle manifestazioni fieristiche. Ovviamente senza perdere volumi espositivi, questo è chiaro”.

Emiliano ha anche sottolineato che il padiglione maxi emergenze sorge nella parte più vecchia della fiera. “In una prima fase – ha aggiunto – noi avevamo pensato di utilizzare il padiglione nuovo, che sarebbe stato più comodo e meno costoso. Invece poi proprio su suggerimento della Fiera e per non comprometterne la capacità espositiva, abbiamo colto l’occasione per sistemare altri padiglioni che avevano problemi di vario genere, agendo nell’interesse pubblico generale”.


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