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Un ombrellone ben piantonato nella sabbia, la borsa frigo ancora piena, la “spiaggina” aperta e il mare a una manciata di passi. E’ il tramonto sul lungomare di Bari e nella zona del Faro, il caldo si sbeffeggia così: con i piedi nell’acqua e a torso nudo. E non solo sulla spiaggia. Lungo il marciapiede, torna una tradizione tutta barese: i ristoranti “fai da te”. Tavolate allestite tra familiari e amici che si danno appuntamento in quel preciso tratto dove spesso la sedia a sdraio si lascia per tutto il giorno, con tanto di catena. Come se ognuno avesse un posto fisso su cui contare. Ognuno porta qualcosa da casa. E si mangia, tanto. Pasta al forno, riso patate e cozze, parmigiana. E da un tavolo all’altro sembra aperta la gara a chi mangerà meglio e di più. Ci sono anche borse frigo per i più volenterosi. Quelli che in macchina, per il grande evento, caricano sedie, tavolino e sdraio per il post cena. C’è anche il chioschetto con le birre fresche. Oggi a distribuirle c’è un giovane a torso nudo che urla meno di chi forse era suo nonno prima e suo padre poi.

Sul lungomare di Bari, in quel tratto tra il Faro e l’ingresso monumentale della Fiera del Levante, il tempo è fermo, come l’aria di queste serate afose. I volti sempre gli stessi: ai tavoli si sono aggiunti figli, nipoti e pronipoti. Tutto uguale. Come in una vecchia foto. Anche la cattiva abitudine di lasciare i resti di una cena all’aperto. Non tutti però. Qualcuno, con tanto di buste dell’immondizia, a dimostrazione che il tempo passa e a volte anche le cattive abitudini. Questa è l’estate per molti baresi che in quel pezzo di lungomare trascorrono lunghe serate da giugno a ferragosto. Sbeffeggiando il caldo e trasformando una vecchia abitudine in una vera e propria tradizione.


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