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Chiusura dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto, l’Usb chiede un incontro urgente e risolutivo. Sono passati circa 20 giorni da quando i rappresentanti dell’Usb tarantina, in vista della situazione critica, avevano sollecitato un intervento immediato. Dalla carenza di personale in molti reparti, al pronto soccorso nel caos fino ad arrivare al rischio per il punto dedicato alle nuove nascite. Da allora però nessuna risposta.

“E’ ormai trascorso un mese dalla chiusura del 12 luglio – scrivono in una lettera –  abbiamo già assistito al trasferimento in emergenza di alcune donne e di due neonati prematuri, in altre strutture della regione attraverso il  Sistema di Trasporto Assistito Materno (STAM) ed il Sistema di Trasporto in Emergenza del Neonato (STEN).  Trasferimenti che comportano seri rischi per le mamme e i neonati, senza considerare il notevole sperpero di denaro pubblico. Alla base la “carenza di personale medico” – sottolineano.

Si tratta, come specificano, di difficoltà già note ed esistenti dal lontano 2015 e mai risolte nel corso degli anni, nonostante le richieste di aiuto da parte del Primario, il Dottor Oronzo Forleo. “Quest’ultimo – scrivono – prossimo alla pensione, con fatica e sacrificio ha gestito l’U.T.I.N., rendendolo il fiore all’occhiello del nosocomio di via Bruno; a dimostrarlo tanti messaggi di affetto da parte di tutta la cittadinanza, che ora in sua assenza si vede smarrita vista la criticità della situazione” – sottolineano.

“Alle sollecitazioni dell’Usb – proseguono – il Direttore Generale dell’Asl di Taranto, l’avvocato Stefano Rossi, ha risposto confermando la difficoltà a  reperire medici che possano garantire le cure ai neonati di Taranto. Usb si domanda come mai non è stato mai costruito un ponte con il Policlinico di Bari, sede universitaria, dal quale attingere le professionalità necessarie al completamento dell’organico. Nulla di fatto dall’incontro tenuto il 15 luglio, a Bari alla presenza dell’Assessore alla salute, Pier Luigi Lopalco, e del Responsabile Dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro, nonostante sia stato fatto obbligo alla Direzione Asl Ta, insieme al direttore Dell’ U.T.I.N. del Policlinico di Bari, di mettere in campo azioni risolutive per il caso Taranto entro le 24 ore successive. Dove sono i due medici mandati in comando dall’Università di Bari?” – sottolineano ancora.

Si tratta, raccontano ancora, senza nascondere toni di sconforto, “solo di una delle facce dello stato di abbandono in cui riversa il sistema sanitario territoriale: carenza di medici e  criticità gestionali anche in altri reparti, confusione e lunghe liste per i pazienti del Pronto Soccorso, dove il personale sanitario presente è ormai allo stremo delle forze”.

“Alla luce di tutto ciò – scrivono infine – Usb Taranto chiede un incontro urgente dal quale possa scaturire finalmente una proposta risolutiva nell’interesse degli utenti della sanità jonica, ma anche per tutti coloro che sono costretti a lavorare in condizioni inaccettabili per colmare le mancanze e dare risposte ai pazienti. La richiesta di incontro è stata inviata al Presidente della Regione, al Sindaco di Taranto, all’assessore regionale  alla Sanità, al Responsabile del Dipartimento Promozione Salute Regione Puglia e al Direttore Generale Asl Taranto. In caso di mancato riscontro, Usb sarà costretta a mobilitarsi” – hanno concluso.


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