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Bari, l’Accademia delle Belle Arti nell’ex Rossani: ecco come sarà la nuova sede

Pubblicato da: redazione | Gio, 16 Settembre 2021 - 14:04
16-09-21 Accademia belle arti - prog preliminare 3
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L’Accademia delle Belle arti avrà finalmente la sua sede nell’ex caserma Rossani. La giunta ha infatti approvato il progetto preliminare. La nuova sede sarà distribuita  in tre edifici differenti ‐ i Corpi D, E e H, ‐ all’interno dei quali sono stati individuati e collocati gli spazi richiesti dall’Accademia, attraverso lo studio di fattibilità e la sua revisione, nel modo più razionale e coerente con le rispettive specificità architettoniche.

Tra gli elementi più importanti alla base della progettazione vi sono la particolare natura tipologica degli edifici (strutture a setti portanti molto regolari e ripetitive, come spesso si osserva nella pragmatica efficienza dei modelli dell’architettura militare) e la modalità in cui tale caratteristica tipologica dialoga con i nuovi usi previsti per la struttura. L’esigenza di modificare la distribuzione di alcuni spazi, introducendo soppalchi e nuovi gruppi scala, e la necessità di prevedere alcuni grandi ambienti, come l’aula Magna, potenzialmente incompatibili con la scansione strutturale originaria, hanno generato una lunga serie di ipotesi alternative e di relative valutazioni tecniche e storico‐ critiche, che sono state ampiamente discusse con gli interlocutori del progetto (in particolare con la Soprintendenza) fino a giungere alla soluzione individuata.

L’intervento approvato è stato redatto dal gruppo di progettazione che si è aggiudicato il bando – capofila Isola Architetti srl di Torino (progettisti anche del museo egizio di Torino), ICS srl, MCM Ingegneria, Artuso Architetti associati, studio tecnico Carbonara Ingegneri associati, GeoAtlas srl, due professionisti e gli architetti Angela Martina e Mauro Berta.

Il quadro dei vincoli esistenti ha guidato le scelte progettuali in termini di criteri localizzativi per le diverse funzioni e di criteri generali per le operazioni di restauro sulle murature esistenti, in modo tale da preservare la leggibilità delle strutture originarie.

Si prevede la realizzazione di nuovi ambienti per la didattica e a servizio delle nuove funzioni su due livelli nei fabbricati “D”, “E” e “H”, per una superficie totale di intervento di oltre 9.000 mq .

Fabbricato D: la nuova Aula Magna da 300 posti (dedicata alla didattica teatrale ed alle rappresentazioni, che potrà essere aperta anche agli utenti esterni, anche in orari e momenti diversi da quelli normalmente occupati dalle attività didattiche) comprendente la sala per il pubblico, il foyer e il palco con camerini, nuove aule didattiche, laboratorio di scenotecnica, oltre a spazi distributivi e servizi igienici.

Fabbricato H: nuovi uffici per i docenti e per la consulta, aule didattiche, sala professori, sala riunioni, oltre a spazi distributivi e servizi igienici.

Fabbricato E: atrii, 3 laboratori di incisione, 3 laboratori di grafica, 2 depositi per gli acidi, 3 laboratori di decorazione, 2 laboratori di plastica ornamentale con relativo deposito, 1 laboratorio di decorazione e falegnameria, 4 laboratori di anatomia con relativi depositi, servizi e camerini, 4 laboratori di scultura con relativi depositi, servizi e camerini, 6 aule multimediali, 3 laboratori di pittura con relativi depositi, 2 laboratori di fashion con relativi depositi, un’aula multimediale Cinema/TV a gradoni, oltre a spazi distributivi, uffici per i docenti e servizi igienici.

Il progetto comporta inoltre interventi sulle strutture esistenti sottoposte a tutela, che saranno eseguiti con materiali e tecniche analoghe e compatibili originali, senza escludere i materiali e le tecniche moderne, oltre a interventi impiantistici che prevedono la realizzazione di nuove centrali frigorifere per la produzione di acqua refrigerata e acqua calda per i tre edifici, sottocentrali a servizio dei singoli fabbricati, impianti di climatizzazione e riscaldamento, di ventilazione per la fornitura di aria primaria ai locali, idrico-sanitario, impianto di recupero delle acque meteoriche e di supervisione al fine di perseguire garantire un risparmio energetico ed economico per i costi di gestione e manutenzione. Essendo gli edifici sottoposti ad alcuni vincoli dalla Soprintendenza, si è cercato di rendere il meno leggibile possibile l’impiantistica a servizio del complesso, prevedendo centrali tecnologiche interrate e interventi di mitigazione per gli elementi a vista (ad esempio per quanto riguarda le torri evaporative).  Per l’intervento è prevista una spesa di 22 milioni di euro e 750mila euro.

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