Confezioni più leggere, ingredienti meno pregiati e prezzi invariati, se non addirittura aumentati. È l’allarme lanciato da Consumerismo No Profit sul fenomeno dello “svuota-carrello” nei supermercati di Bari e provincia, tra “shrinkflation” (riduzione dei volumi) e “skimpflation” (riduzione della qualità degli ingredienti), pratiche commerciali che secondo l’associazione starebbero incidendo sempre di più sulla spesa quotidiana delle famiglie.
A denunciare il fenomeno è Raffaella Lauciello, delegata comunale di Bari per Consumerismo, che parla di “pratiche insidiose che sfuggono persino ai radar dell’Istat”. “Siamo di fronte a un fenomeno che sta svuotando la spesa dei cittadini fino al 30% a parità di potere d’acquisto”, spiega Lauciello. “Da un lato assistiamo al fenomeno dei prodotti alleggeriti: biscotti, detersivi, pasta, succhi di frutta e prodotti per l’igiene personale mantengono lo stesso prezzo e la stessa confezione esterna, ma contengono meno grammi o meno millilitri”.
Secondo l’associazione, accanto alla riduzione delle quantità si starebbe diffondendo anche il fenomeno della cosiddetta “skimpflation”, ovvero il peggioramento qualitativo dei prodotti attraverso modifiche alle ricette e sostituzione degli ingredienti con alternative più economiche. “Molti produttori stanno modificando la composizione dei beni alimentari introducendo diciture come ‘Nuova Ricetta’”, continua Lauciello. “Il consumatore è istintivamente portato a pensare a un miglioramento. In realtà, analizzando attentamente le etichette, scopriamo che spesso si tratta di un espediente per lesinare sulle materie prime”.
Nel mirino finiscono soprattutto prodotti di largo consumo come pasta, biscotti, succhi di frutta e detergenti, con confezioni apparentemente identiche ma quantitativi ridotti o ingredienti modificati. Secondo Consumerismo, il fenomeno avrebbe un impatto particolarmente forte anche a Bari, città dove la qualità delle materie prime e la cultura alimentare restano centrali nelle abitudini quotidiane delle famiglie. L’associazione invita ora i cittadini a controllare attentamente il prezzo al chilo e al litro indicato sugli scaffali e a confrontare le etichette dei prodotti acquistati abitualmente.
“Come associazione siamo pronti a raccogliere tutte le segnalazioni relative a confezioni ‘sgonfiate’ o a ingannevoli cambi di ricetta a danno dei consumatori”, conclude Lauciello. “Monitoreremo i punti vendita della città e trasmetteremo i casi più eclatanti all’Antitrust per verificare eventuali violazioni del Codice del Consumo”.