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Lasciate ogni speranza voi che…guidate. È parafrasando uno dei versi più celebri della Divina Commedia che vogliamo raccontare il nostro viaggio per le strade di Bari. Che guidiate un’auto, un monopattino, uno scooter o una bicicletta, infatti, la quasi totalità delle arterie baresi non è adeguata a ospitare i veicoli su ruote perché dissestate, frantumate, crepate e chi più ne ha più ne metta.

E poco c’entra il quartiere. Da Japigia a Carbonara, da San Pasquale al Libertà, passando per il centro cittadino la situazione è sempre la stessa: sono pochissime le strade con un asfalto integro (magari perché rifatto da poco) o che non presenta particolari problematiche.

Buche (a volte veri e propri fossi) e crepe la fanno da padrone, per non parlare delle migliaia di “rattoppi” fatti negli anni e spesso ricorrenti che, a volte, peggiorano la situazione. Ma anche i tanti lavori sottotraccia che hanno rovinato il bitume, non più ripristinato. Non si dimentichino le depressioni e i danni causati dalle radici degli alberi.

Abbiamo fatto un giro per la città e, considerando solo le arterie principali e più trafficate, abbiamo documentato come le strade cittadine versino davvero in pessime condizioni. Condizioni che inevitabilmente si ripercuotono sui riders in bici o in motorino (spesso anche a rischio caduta), sui ragazzi alla guida dei monopattini, sulle donne incinte che dovrebbero evitare più vibrazioni possibili, sugli anziani che per spostarsi utilizzano i mezzi pubblici. E tralasciamo l’usura di ammortizzatori, gomme e sospensioni.

Facciamo qualche esempio, senza la pretesa di essere esaustivi (d’altronde non basterebbe una settimana intera per mostrare un’immagine completa della situazione). Le principali strade di Japigia – via Caldarola e via Gentile – sono disseminate di buche, crepe e sollevamenti. In via Caldarola, per esempio, ci sono alcune situazioni estreme nei pressi della parrocchia Resurrezione o di fronte al Mercato Coperto o ancora, pochi passi dopo, nel tratto di strada prospicente l’Alter Discount. In via Gentile stessa situazione, ad esempio di fronte al centro di formazione, nei pressi del distributore Q8 e poco prima del campo Bellavista.

Ci spostiamo a San Pasquale, dove la situazione è addirittura peggiore. Provate a guidare l’auto in via Giuseppe Di Vittorio o in via Fanelli, nel tratto di strada adiacente la caserma Vitrani. O a percorrere l’incrocio tra via Pende e corso Alcide De Gasperi. Lasciate la vostra utilitaria e compratevi una Jeep, forse la vostra schiena vi ringrazierà. Non godono di buona salute nemmeno strade meno battute ma lo stesso importanti come via Vassallo, via Calvani e via Alberotanza.

Dall’altro lato della città, nel quartiere Libertà, la situazione non migliora. Due delle maggiori arterie del rione, corso Mazzini e via Crispi, sembra campi di patate.

A Carbonara stessa solfa: basta percorrere per pochi metri via Vittorio Veneto – proprio poco prima di piazza Umberto I – e le strade adiacenti l’ospedale Di Venere per capire che servirebbe un piano complessivo di rifacimento dell’asfalto in tutta la città.

Ed ecco la sorpresa. Il centro cittadino non è trattato meglio degli altri rioni, anzi. E le foto sono esemplificative. C’è la zona di fronte la stazione di piazza Moro, che assomiglia a un colabrodo nonostante sia prospicente il nodo ferroviario. Stesso racconto per via Caduti di via Fani, proprio di fronte la sede della Asl (a cui accedono anche anziani e disabili, con relativo pericolo di caduta), poi ancora via Melo, via Prospero Petroni e il primo isolato di via Carulli. Il pericolo, spesso, è anche per i pedoni, visto che tali criticità riguardano anche tratti in cui sono presenti strisce pedonali.

Neanche la centralissima via De Rossi si salva. E nemmeno il tratto di strada di via Andrea Da Bari, di fronte l’Ateneo, in particolare la corsia di bus e taxi (con relativi disagi per gli utenti e danni ai mezzi del trasporto pubblico locale). Il sottopasso Quintino Sella non lascia scampo nemmeno al suv più robusto.

E potremmo continuare ancora a lungo, se questo fosse un libro e non un giornale. Adesso sta alle Istituzioni garantire ai baresi strade più sicure. E percorribili.


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