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Una maschera spaventosa, che istiga i bambini a prove di autolesionismo sul web. Si chiama Jonathan Galindo, la pista che la Procura di Bari sta seguendo senza tregua, anche oltre i confini nazionali, per trovare chi ha spinto al suicidio, il bambino di nove anni che si è impiccato a gennaio scorso nella sua stanzetta a San Girolamo. Si lavora da mesi incessantemente per dare un volto a chi potrebbe aver spinto il piccolo a un atto estremo. Secondo quanto riporta Telenorba, gli amichetti della vittima, interrogati dagli investigatori, avrebbero confermato che da tempo era spaventato da qualcuno che lo minacciava di fare come diceva lui, diversamente sarebbe andato a casa sua di notte a prenderselo.

Il sospetto che il piccolo fosse stato indotto al suicidio, è stato immediato. La pm di turno di Bari Angela Maria Morea aveva infatti disposto immediatamente il sequestro di tutti i dispositivi elettronici nella casa del quartiere San Girolamo di Bari dove è avvenuto il fatto.


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