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A partire da domani, nelle scuole superiori dell’area metropolitana di Bari, torna il turno unico di ingresso. La decisione, presa lo scorso 13 ottobre dalla Prefettura di Bari, era arrivata dopo una serie di polemiche da parte del mondo della scuola. Oggi però non mancano le incognite, in particolare per il fattore contagi che, soprattutto nella fascia dei più giovani, tornano a salire nel Barese. Ma facciamo un passo indietro.

Tra settembre e ottobre sono state moltissime le proteste da parte degli studenti, ma anche dei presidi e dei sindacati contro il provvedimento del doppio ingresso (previsto uno alle 8 e uno alle 9.40) che, secondo quanto dichiarato dagli stessi, non aveva portato ad alcun cambiamento in termini di riduzione degli assembramenti. E’ quest’ultimo il fattore che, indubbiamente, aveva creato maggiore preoccupazione e aveva portato dunque le autorità, in un primo momento, ad arginare la possibilità di un ritorno al turno unico.

Dopo una serie di botta e risposta tra il mondo della scuola e le autorità, il 13 ottobre, il prefetto, sottolineando che sarebbe stato “necessario proseguire nel massimo rispetto delle misure di cautela sanitaria previste”, aveva dato l’ok al turno unico. Dopo due settimane da quella decisione, a ridosso del suo avvio, però le cose risultano nettamente cambiate. Si tratta infatti di un momento delicato per la città, ragion per cui tornano a pesare alcune incognite, prima fra tutte, il fatto che con il ritorno al turno unico, possano confluire sui mezzi, negli stessi orari, non solo gli studenti delle scuole superiori, ma anche quelli universitari e i lavoratori, andando così a gravare sul fattore assembramenti (e su quello dei contagi), con il rischio di non riuscire a garantire la soglia di capienza dell’80% prevista per i mezzi di trasporto.

Dal canto proprio, le aziende di trasporto locale si stanno organizzando per garantire la massima efficienza del servizio. Amtab prevede infatti 5 corse mattutine aggiuntive proprio per poter permettere la capienza dell’80%. In particolare, 5 bus, rafforzeranno le linee di San Paolo e San Girolamo. Ma non solo, sono infatti previsti anche tre bus dal San Paolo, uno dalla zona Ceglie-Carbonara e uno da Fesca-San Girolamo. Le società di trasporto, in generale, dovrebbero riuscire a garantire dai 70 agli 80 bus in più, ma si tratta di un dato ancora impreciso che, stando a quanto raccontato a Borderline24 dal presidente di Asstra (associazione che riunisce le aziende di trasporto pubblico locale), Matteo Colamussi, potrebbe variare a seconda dei casi in quanto alcune situazioni “sono ancora in fase di monitoraggio”.

“Le aziende – ha spiegato Colamussi – si sono organizzate con previsioni rispetto alla domanda del pendolarismo di tipo scolastico, l’altro tipo di pendolarismo non è tracciabile. Riteniamo di aver richiesto e ottenuto dalla regione mezzi necessari per soddisfare la domanda tracciabile, ma le preoccupazioni restano sempre e le incognite ci sono” – ha sottolineato spiegando sia l’impossibilità di tracciare il pendolarismo universitario, sia alcuni problemi inevitabilmente connessi al ritorno del turno unico, in un momento delicato come quello pandemico.

“Lo scaglionamento – ha proseguito – è una soluzione adottata nella maggior parte delle città metropolitane. Quello che mi rammarica è che in una situazione straordinaria come quella dell’emergenza sanitaria non ci sia una visione comune, ma solo la difesa delle proprie posizioni. La straordinarietà del momento avrebbe dovuto portarci ad un senso di responsabilità a fattor comune. I valori non sono negoziabili, ne tanto meno devono seguire le mode. Da marzo 2020 abbiamo proposto lo scaglionamento, ci faceva guardare lungo. Il punto di partenza oggi deve essere la tutela della salute. Adesso siamo in zona bianca, che prevede la capienza all’80%, ma se dovessimo tornare gialli la capienza scenderebbe al 50% e si tornerebbe ad avere problemi. Con lo scaglionamento avremmo garantito il diritto allo studio. Il trasporto urbano sarà messo a dura prova con il rischio che ne paghino le conseguenze i cittadini – ha sottolineato ricordando l’aumento dei casi soprattutto fra i più giovani.

“Ci siamo dimenticati da dove veniamo e tutte le vittime della pandemia. Il vaccino è efficace, ma non dobbiamo abbassare la guardia – ha proseguito ancora – senza contare tutti i problemi legati al traffico e all’ambiente che con i bus in più graveranno inevitabilmente sulla città. Speriamo di non avere ragione, potremo valutare solo da domani, ma il rischio è che poi si dia ancora una volta la colpa ai trasporti” – ha concluso.


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