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“Per il terzo capodanno consecutivo restiamo chiusi, questa è stata una doccia fredda”. Le parole di Dario Boriglione, imprenditore e proprietario del “Demodè Club” di Modugno, non lasciano spazio all’immaginazione.

Con il nuovo “decreto festività” le discoteche sono ancora una volta in ginocchio e senza la possibilità di rialzarsi. I locali notturni che promettevano musica e divertimento per l’ultimo giorno dell’anno, resteranno con le serrande abbassate sino al 31 gennaio 2022. “Con i vaccini e il super green pass, pensavamo di poter uscire da questa crisi e invece siamo punto e a capo – commenta Boriglione a Borderline24 – adesso osserveremo inermi l’avanzare dell’abusivismo e delle feste illegali di fine anno”. Oltre alla preoccupazione per la propria posizione, Boriglione ci spiega uno dei risvolti più preoccupanti di questo decreto. L’abusivismo a 360° delle feste non autorizzate e illegali, effettuate in case e locali non controllati da nessuna forza dell’ordine.

“Per noi è difficile restare a guardare tutto il mondo che lavora durante le feste – sottolinea l’imprenditore – il mondo dell’abusivismo galopperà a discapito di tanti imprenditori, ma soprattutto della salute di tante persone e questo ci spaventa perché se dovessero aumentare a dismisura i contagi, rischiamo di non riaprire più”.

“Siamo difronte ad una storia già vista in estate, ci aspettavamo una maggiore collaborazione dagli esponenti politici per trovare una soluzione – continua Boriglione – adesso ci sentiamo abbandonati e fuori luogo come se non fossimo graditi allo Stato, quasi come se rovinassimo l’immagine dell’Italia”.

Le parole dell’imprenditore denotano una rabbia che fa fatica a sparire, ma al tempo stesso una rassegnazione figlia di promesse non mantenute e di continue limitazioni al lavoro di tanti esponenti del mondo dell’intrattenimento musicale. “Non chiamateci solo discoteche, i nostri locali offrono musica, cultura e tante altre esperienze – sottolinea Boriglione – siamo sempre noi ad essere puniti, siamo diventati un capro espiatorio”.

“Il falso mito della discoteca come luogo di perdizione deve finire – tuona l’imprenditore – siamo aperti a qualsiasi collaborazione con lo Stato e le autorità per rendere sicuri i nostri locali e condanniamo chiunque voglia agire nell’illegalità a discapito della sicurezza”.


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