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Una scrittura romantica che si immerge nel mondo di internet. Il mondo dei “K” che scavalcano le “C” e dei “ti stimo” che diventano “ti lovvo”. Uno schiaffone alla lingua italiana che agonizza tra una Accademia della crusca a riposo, e i giovani che, quando puntualizzi lo “sgrammaticato”, ti tacciano come un essere della preistoria. E sì, come succede anche a chi vi scrive con un figlio 10enne che spesso ripete “Mamma non puoi capire”. Già, io non capisco, faccio spallucce ma non mi rassegno.

Così come Alessandra Colucci, giornalista per mestiere e scrittrice per diletto. Lei ci prova e rilancia con un blogger: Mirtilli&Vaniglia. “E’ un mezzo di comunicazione, quello del blog, ormai quasi in disuso. Su internet è privilegiato l’uso delle immagini. Basti pensare a Tik Tok o a Instagram. Stiamo perdendo il gusto di scrivere. Di approfondire”. E così la guerriera Colucci mette da parte a carta e penna, ma non smette di mettere insieme parole. Usando la tastiera. E di parole ne vengono fuori tante. Lo scopo? “Io non ho la presunzione – puntualizza – di voler insegnare nulla a nessuno. Io uso l’ironia per far riflettere. Perché proprio dall’ironia, che è il punto di incontro tra acidità e dolcezza, comincia la libertà”.

La libertà, quella che spesso manca, costipati come siamo, tra regole e convenzioni. E la vera rivoluzione della Colucci parte proprio dal linguaggio. Post lunghi contro ogni logica di internet. Linguaggio forbito e una buona dose di ironia che non guasta. “Sorridere sempre anche dei propri guai – precisa. Come per i miei capelli sbucati dal nulla: mi sono addormentata praticamente pelata e mi sono risvegliata come Lucio Battisti”. Sorride e aggiunge: “Che male c’è ironizzare anche sui vezzi femminili?”.

La Colucci è autrice di “L’anno scorso andava il rosso”, un libro definito come uno “zibaldone” contemporaneo sullo stare al mondo, scritto in chiave ironica, con uno sguardo perennemente indeciso tra cinismo e romanticismo. “Sono due miei creazioni, miei figli. Direi che non sono gemelli, ma sono cugini. Insomma qualcosa li rende familiari”. L’ironia innanzitutto e la testardaggine di chi non cede al K e a frasi a metà per fare prima. “Passiamo la giornata con la testa sul cellulare. Certo sogno ancora penna e calamaio ma guardo avanti e sfido internet cercando di salvare i congiuntivi. Perché no, non dimenticando di sorridere”. Intanto, fatevi una risata https://www.facebook.com/mirtillievaniglia/


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