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Una bambina di 9 mesi affetta da problemi di accrescimento, una famiglia in difficoltà economiche, una pratica che si blocca e la burocrazia che diventa il grande scoglio. “E’ pervenuto a questo movimento politico – spiega Luigi Cipriani, segretario del Movimento Politico “Riprendiamoci il Futuro” – un appello di un genitore di Lecce che non riesce ad avere da parte della Asl la dovuta assistenza per la propria figlia di 10 mesi. La piccola Matilde, di 9 mesi, affetta da problemi di accrescimento, necessita, così come prescritto dagli operatori sanitari, di un particolare tipo di latte “speciale” che ha un elevatissimo costo (circa 600-700 euro al mese) e i genitori non possono sostenere tale spesa in quanto trattasi di una famiglia monoreddito con uno stipendio di circa 800 euro al mese.
A causa della citata patologia – spiega ancora Cipriani – la piccola Matilde e i suoi genitori, a giugno scorso si sono recati al dipartimento di nutrizione clinica  dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce. Il 15 giugno scorso, durante la visita alla bambina, hanno costatato le gravi difficoltà economiche dei genitori della piccola, e ha assicurato che sarebbe stata avviata una pratica ah hoc”.
“Il 14 luglio – specifica – è stata inviata dalla direzione una nota al Direttore del DSS di Lecce e alla Direttrice della Farmacia del DSS di Lecce, con la quale si chiedeva, ciascuno per le proprie competenze, ‘di procedere all’acquisto per 3 mesi, di infatrini Petrisorb bottigliette da 200 ml, nella misura di 120 bottigliette/mese. Ma da allora tutto tace. Una piccola riflessione se la pratica fosse stata evasa nei tempi dovuti a giugno, ora a Matilde gli sarebbe stato garantito il latte tutti i giorni. Alla luce di quanto sopra viene spontanea una riflessione: perché – conclude – qualcuno ha ‘dimenticato’ una relazione così importante sulla propria scrivania per 2 mesi?”.

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