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È il clan Strisciuglio uno dei sodalizi più attivi e temibili nel panorama criminale di Bari. Lo conferma la relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia. La spregiudicatezza di questo clan viene incarnata dalle sue articolazioni operanti nei quartieri Enziteto-S.Pio-Catino e San Paolo. L’assunto trova conferma nelle operazioni del 9 settembre 2021 e del 22 ottobre 2021 che hanno ulteriormente acclarato il controllo del territorio da parte del sodalizio nell’illecito settore degli stupefacenti ma anche in quello delle estorsioni.

La prima indagine condotta dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri ha evidenziato la crescente progressione dell’azione violenta della consorteria peraltro già emersa dagli esiti delle indagini confluite nell’ordinanza cautelare dell’operazione “Vortice Maestrale” dell’aprile 2021 che ha fotografato la caratura delinquenziale degli esponenti di vertice. Dal punto di vista dell’analisi del fenomeno criminale sembrerebbe confermata la potenza dell’articolazione del “clan della luna” oltre che nei suddetti rioni Enziteto – San Pio anche in quello di Palese, nonché la centralità della figura di un elemento che seppure detenuto riesce a comunicare direttamente con i suoi fedelissimi in libertà.

Gli sviluppi investigativi della successiva inchiesta del mese di ottobre condotta dai Carabinieri hanno “permesso di ricostruire due distinte, seppur collegate, vicende estorsive poste in essere da un gruppo di soggetti, caratterizzati da spregiudicatezza e prevaricazione nel comportamento, riconducibili e/o contigui alla frangia del clan STRISCIUGLIO”. E’ emerso come l’articolazione strisciugliana è continuamente fonte di fibrillazioni negli equilibri tra le cosche mafiose della città di Bari e continua a manifestare forti mire espansionistiche anche in provincia. Dedito al racket estorsivo (anche sotto forma di imposizione dei “servizi di guardiania”), alla gestione dei traffici di droga, all’usura, alla ricettazione, al riciclaggio nonché al business illegale delle slot machine, il sodalizio è presente nei quartieri Borgo Antico, Libertà, San Paolo (con la cellula di Palo del Colle), Enziteto – San Pio – Catino, San Girolamo (comprensivo della pertinenza di Conversano – Rutigliano), Carbonara, Carbonara2 e Ceglie del Campo.

Ma il clan Strisciuglio cerca di allargare il controllo anche del quartiere Madonnella da sempre dei DI COSIMO-RAFASCHIERI sotto l’egida del clan PARISI-PALERMITI. “Il rilevante quadro probatorio – si legge nella relazione – ha inquadrato i moventi dei gravi episodi criminosi occorsi tra il 2017 e il 2018 nell’ambito della faida per il controllo del traffico e dello spaccio di droga tra i due contrapposti schieramenti mafiosi degli STRISCIUGLIO e dei PARISI-PALERMITI31 la cui tensione è ormai endemica nel contesto criminale barese”. “Altrettanto emblematico – scrivono ancora – è l’antagonismo con il clan CAPRIATI con il quale gli STRISCIUGLIO si contendono da molti anni l’egemonia anche nel centro storico. Le frizioni fra i due sodalizi potrebbero ulteriormente inasprirsi a causa dei mutamenti negli assetti criminali che spesso seguono ai taciti accordi di non belligeranza ed ingerenza”.

Anche il clan PARISI-PALERMITI  è stato protagonista nel semestre di una serie di reati legati al traffico illecito di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marjuana, hashish ed ecstasy. Le connesse attività di contrasto condotte dalla Polizia di Stato hanno consentito di disarticolare il 15 luglio 2021 un sodalizio con base logistica nel quartiere San Pasquale di Bari. “La specifica indagine – scrivono – ha tra l’altro confermato la sinergia tra le compagini criminali che non esitano ad organizzarsi per riuscire a dare maggiore impulso alle attività illecite massimizzando i guadagni e minimizzandone i rischi anche grazie al ricorso a soggetti di sesso femminile considerati elementi in grado di ridurre i sospetti delle forze dell’ordine e quindi eventuali controlli nel momento del trasporto delle sostanze stupefacenti”.

Il clan DI COSOLA il cui declino, derivante dal pentimento del suo vertice e dalla conseguente diaspora dei sodali, è al momento latente, seppur vi siano avvisaglie di possibili tentativi di ricostituzione e riaffermazione nel controllo territoriale. Tra gli effetti della polverizzazione che ha riguardato i DI COSOLA vi è anche l’accertata emigrazione di alcuni sodali in altre aree del territorio nazionale ed il successivo inizio di collaborazione con la giustizia di un elemento di vertice che nel Veneto aveva ricostituito una “cellula” dello stesso clan, avviando un lucroso traffico di marijuana. In questo contesto continua ad emergere il fenomeno della cooptazione delle giovani leve anche minorenni desiderose di guadagnarsi un posto di prestigio e di dar prova delle loro capacità delinquenziali.


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