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Taranto, evitata “guerra” tra fazioni di detenuti nel carcere: erano pronti a picchiarsi con bastoni ricavati dai tavoli

Pubblicato da: redazione | Ven, 7 Ottobre 2022 - 12:57
carcere Taranto foto Sappe
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Ultimo episodio di violenza in ordine di tempo è avvenuto l’altra sera  nel carcere di Taranto: dieci detenuti  armati di  bastoni ricavati dai tavoli utilizzati per mangiare, hanno sfondato il cancello che  chiude il reparto detentivo per spostarsi nell’altro reparto al fine di guerreggiare con altri detenuti di fazioni diverse, sia   per saldare conti in sospeso che  per far capire chi comanda. Fortunatamente il poliziotto addetto è riuscito  prontamente a chiudere altri cancelli di sbarramento evitando così la tragedia. La denuncia è del Sappe, il sindacato di polizia penitenziaria.

“Qualche giorno fa altri detenuti hanno cercato di strappare le chiavi delle stanze al poliziotto in servizio per poter  uscire in massa nei corridoi  – si legge in una nota –  al fine di  spostarsi negli altri reparti detentivi  sempre per lottare tra di loro, anche in quel caso il poliziotto è riuscito a resistere(riportando danni alla mano) evitando così la tragedia. E che dire  della violenta lite dei giorni scorsi  che ha  richiesto l’intervento di numerose ambulanze dopo che i detenuti si erano affrontati e picchiati.  Come pure il ritrovamento di telefonini durante una perquisizione nel reparto dei detenuti  alta sicurezza”.

“Peraltro – continua il Sappe –  come è possibile gestire un carcere che doveva ospitare 310 detenuti, mentre oggi ne  contiene 780, senza che sia stato aggiunto un solo poliziotto all’organico previsto per gestire  310 detenuti? Abbiamo notizia che non si contano più le numerose   comunicazioni disperate che i vertici del Carcere di Taranto  trasmettono  in continuazione ai responsabili regionali e nazionali dell’amministrazione penitenziaria  rappresentando la gravità della situazione che in mancanza di interventi concreti, potrebbe causare una strage di detenuti e poliziotti  così come avviene nelle carceri dei paesi non democratici”. Il Sappe ha presentato anche un esposto nelle scorse settimane.

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