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Covid, l’Oms avverte: “Indicatori in calo, casi dimezzati in un mese”

Pubblicato da: redazione | Sab, 18 Febbraio 2023 - 17:00
covid coronavirus
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La pandemia continua a rallentare: secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della Sanità, dal 16 gennaio al 12 febbraio, si sono verificati 6,7 milioni di nuovi casi e 64 mila decessi nel mondo, con un calo rispettivamente del 92% e il 47%. Sebbene la tendenza sia ormai consolidata, avverte l’Oms, i dati sui contagi sono sottostimati a causa di una riduzione nelle attività di testing. Il rallentamento è comunque confermato anche dai dati relativi ai ricoveri, in reparto e in terapia intensiva, calati rispettivamente del 53% e del 24% rispetto al mese precedente.

Su scala regionale, nell’ultimo mese, il calo più importante (-96%) è stato osservato nella Regione del Pacifico Occidentale dell’Oms, che rappresenta comunque ancora l’area del mondo con il maggior numero di contagi: Giappone e Cina, da soli, sono responsabili di oltre il 40% dei casi globali (quasi 3milioni). Nella regione europea, dal 16 gennaio al 12 febbraio, si sono verificati circa 1,2 milioni di nuovi casi. Il numero più elevato è stato segnalato dalla Germania (296.686 nuovi casi), seguita dalla Russia (216.104) e dall’Italia (138.179). In calo anche il numero di decessi: 11.173, il 52% in meno rispetto al mese precedente. Il numero più alto si è registrato nel Regno Unito (2.269), seguito da Italia (1.393) e Russia (1.153).

L’Oms ha aggiunto una nuova sotto-variante alla lista delle varianti sotto osservazione. Nel bollettino settimanale pubblicato ieri, a fianco delle sotto-varianti BF.7, BQ.1 (Cerberus), BA.2.75 (Centaurus), CH.1.1 (Orthrus), XBB (Gryphon), XBB.1.5 (Kraken), è comparsa anche XBF.
La sotto-variante XBF non è nuova: è frutto di una ricombinazione tra BA.5.2.3 e CJ.1 e le prime sequenze sono state segnalate a fine luglio. Attualmente è stata riscontrata in 46 Paesi e rappresenta poco più dell’1% dei campioni sequenziati a livello globale, ma possiede mutazioni che possono conferirle maggiore trasmissibilità e capacità di sfuggire alla risposta immunitaria. “Al momento – dice l’Oms – non ci sono prove epidemiologiche che la sotto-variante XBF porti a un aumento dei casi, dei ricoveri o dei decessi”.
Sul fronte delle varianti, l’ultimo bollettino identifica altre nuove tendenze: si osserva un calo delle sotto-varianti discendenti da BA.5 passate dal 70,7% di fine 2022 al 42,7% di fine gennaio; stabili quelle derivanti da BA.2, mentre sono in crescita le sotto-varianti ricombinati, passate dal 10,6% al 32,7% soprattutto grazie al contributo di XBB. 1.5.

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