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Allarme internisti, a rischio l’assistenza negli ospedali

Poco personale e troppe violenze

Pubblicato da: redazione | Gio, 10 Ottobre 2024 - 11:05
asl bari medici

“Andando avanti così nel prossimo futuro non saremo più in grado di gestire gli ospedali dedicati a queste attività”. Il vicepresidente della Società italiana di medicina interna (Simi), Gerardo Mancuso, lancia l’allarme degli internisti alla vigilia del 125° Congresso Simi, dall’11 al 13 ottobre a Rimini. Solo il 79% delle borse di specializzazione a disposizione, infatti, sono state coperte, mentre diminuisce il ricambio generazionale e aumenta l’ostilità nei confronti del personale sanitario, con conseguente burnout. Citando i dati dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti delle professioni sanitarie, Mancuso ricorda come “nel 2023 sono stati registrati 16mila casi di violenza (2/3 di tipo verbale, il 26% di tipo fisico) ai danni degli operatori sanitari”. Alla base di questa ondata vi sono “sovraffollamento dei pronto soccorso e riduzione del personale sanitario”, oltre che, spiega, il definanziamento del Ssn. “In 8 anni c’è stata una contrazione di circa 15mila medici e 20mila infermieri”, che percepiscono “uno stipendio inferiore fino al50% rispetto ad altri Paesi europei”, fenomeno che contribuisce all’allungamento delle liste d’attesa e a scatenare l’impazienza di chi afferisce in pronto soccorso”, spiega Mancuso.

Il decreto legge n.137 di settembre, che prevede misure cautelari, multe e reclusione per comportamenti violenti e risorse economiche per la videosorveglianza, non basta. “Il fenomeno è complesso e non si può affrontare solo con una legge, per quanto tecnicamente corretta”, afferma il vicepresidente. “Servono maggiori investimenti sul personale, una legge sulle richieste di risarcimento danni per le attività mediche che comprenda la depenalizzazione completa (fatta eccezione per dolo e colpa grave), una maggiore sorveglianza, sicurezza e prevenzione delle aggressioni, con personale delle forze dell’ordine in tutti i pronto soccorso”. L’internista, ancora oggi, “è uno specialista essenziale”, afferma il presidente Simi, Giorgio Sesti. “Il 70% dei nostri 4.800 soci ha meno di 40 anni, rendendo Simi una società molto giovane nonostante la vetusta età”, prosegue. In Italia, spiega, la medicina interna “occupa il quarto posto nel ranking internazionale di Shimago, sopra Germania, Francia, Giappone”.

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