Ancora alta concentrazione di alga tossica lungo alcuni tratti della costa barese. È quanto emerge dal report della seconda parte del mese di luglio di Arpa Puglia sul monitoraggio 2026 dell’Ostreopsis ovata, la microalga potenzialmente tossica che durante la stagione calda può proliferare soprattutto sui fondali e nelle zone marine più riparate. In tanti i cittadini con i sintomi, soprattutto dopo il weekend, quando aumentano le presenze nelle zone marittime. Ma andiamo per gradi.
Nel territorio barese i dati più significativi riguardano soprattutto le acque di fondo, dove in diversi punti sono state registrate concentrazioni elevate nel mese di luglio. A Lido Trullo, nella prima quindicina di luglio, il report indica 15.193.394 cellule per litro nelle acque di fondo, valore poi sceso a 30.716 nella seconda quindicina. In colonna d’acqua, invece, nello stesso punto sono state rilevate 15.059 cellule per litro nella prima metà di luglio e 360 nella seconda. Presenza significativa anche nell’area a 200 metri a sud di Lido Lucciola, dove le acque di fondo hanno fatto registrare 967.607 cellule per litro nella prima quindicina di luglio e 55.445 nella seconda. In colonna d’acqua i valori indicati sono 7.490 e 15.664 cellule per litro.
Nel Barese valori molto alti sono riportati anche a Molfetta, in località Prima Cala, con 4.107.104 cellule per litro nelle acque di fondo nella prima quindicina di luglio e 48.474 nella seconda. In questo caso, nella colonna d’acqua, il report segnala 42.315 cellule per litro nella prima metà di luglio, valore superiore alla soglia di 30mila cellule per litro indicata nelle linee guida come riferimento per la fase di emergenza, mentre nella seconda quindicina il dato scende a 2.400. Tra gli altri punti monitorati in provincia di Bari figurano anche Hotel Riva del Sole, con 14.371.495 cellule per litro nelle acque di fondo nella prima quindicina di luglio e 890.722 nella seconda, e l’area IOM-ex Sansolive, con 1.655.871 cellule per litro nella prima metà di luglio e 326.013 nella seconda. Il fenomeno, come riportato da Arpa Puglia, è favorito da lunghi periodi di alta pressione, forte insolazione e temperature elevate dell’acqua. La presenza della microalga è segnalata in diverse aree costiere pugliesi e viene monitorata attraverso campionamenti periodici. L’Ostreopsis ovata può provocare disturbi soprattutto in presenza di fioriture intense e mareggiate, quando respirare aria marina può trasportare frammenti dell’alga e tossine verso la riva. I sintomi segnalati possono essere simili a quelli influenzali o irritativi: rinite, faringite, tosse, congiuntivite, dermatite, febbre e difficoltà respiratorie nei soggetti più sensibili.
I sintomi possono comparire dopo 2-6 ore dall’esposizione e, nella maggior parte dei casi, regrediscono spontaneamente entro 24-48 ore senza ulteriori complicazioni. Il consiglio degli esperti, nelle zone dove è accertata una presenza abbondante della microalga, è evitare di sostare a lungo nelle zone costiere particolarmente rocciose durante le mareggiate estive, soprattutto dopo lunghi periodi di mare calmo e alta pressione. È opportuno prestare maggiore attenzione anche alle attività marittime, come sport acquatici, moto d’acqua, canottaggio o permanenze ravvicinate alla battigia in caso di vento forte verso riva. In caso di irritazione agli occhi, tosse, bruciore alla gola, difficoltà respiratorie, febbre o dermatiti dopo la permanenza in spiaggia, è consigliabile allontanarsi dall’area, sciacquarsi con acqua dolce e rivolgersi al medico se i sintomi persistono o interessano bambini, anziani, persone asmatiche o soggetti fragili.
Il report non indica una situazione uniforme lungo tutta la costa, ma evidenzia concentrazioni diverse da punto a punto e da una quindicina all’altra. Proprio per questo il monitoraggio resta fondamentale: in caso di superamento delle soglie, Arpa Puglia trasmette le informazioni a Regione, Asl e Comuni competenti per eventuali misure di prevenzione da adottare.
Foto repertorio