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Bari, troppe gru e nessun servizio: “Il quartierino è un dormitorio”

La denuncia di un residente

Pubblicato da: Rosanna Volpe | Lun, 28 Ottobre 2024 - 15:35
cantieri

(di Rosanna Volpe) Le gru ormai fanno parte dell’arredo del ‘Quartierino’. Tanto quanto il traffico che soprattutto in via Sangiorgi è ormai consuetudine. A tutte le ore e in tutti i giorni della settimana.  Il Quartierino, parte di Picone è al centro Poggiofranco e Libertà, con viale Pasteur, via Delle Murge e via Cifarelli. Era fino a poco tempo fa, un’oasi felice. Poco verde vero, ma da sempre un quartiere a portata dei residenti con una salumeria e un piccolo bazar. Il necessario insomma per garantire il quotidiano. Questa zona, sorta a partire dagli anni 60, ha rappresentato per anni nell’immaginario dei baresi il luogo privilegiato di una borghesia in cerca di tranquillità e di un luogo che le garantisse una certa “distanza di sicurezza” dal resto della cittadinanza. E’ proprio la tranquillità che questo ‘quartiere nel quartiere’ ha perso. Ed è presto spiegato. All’aumento vertiginoso di palazzi e residence non corrisponde l’aumento dei servizi.

E così chi ha bisogno di una farmacia o di un ufficio postale deve attraversare il ponte Solarino (verso Poggiofranco) o il sottopasso Giuseppe Filippo (verso il quartiere Libertà) per poter usufruire di servizi. “Il quartiere ha perso la pace – tuona un residente. Immaginate una persona anziana che ha bisogno di una farmacia. Come fa?”. Anche fare la spesa è complicato. Chiusa la storica salumeria del quartiere, infatti, restano i tre grandi supermercati della zona. Vicini tra loro, ma complicati da raggiungere. Su via delle Murge le auto scorrono ad alta velocità e per una persona anziana che anche voglia fare la spesa vicino casa diventa complicato.

“Continuano a costruire. Per carità, nessun problema, se non fosse che senza servizi questo rischio di diventare un quartiere dormitorio”. Sì un quartiere dormitorio, sempre più buio e polveroso, con il verde che in realtà sono solo stralci di campagna abbandonata. Con un piccolo giardino inaugurato lo scorso anno. Unico punto di aggregazione del quartiere che oggi  è la casa di un gruppo di zingari che – al calare del sole – lì bivaccano. Un quartiere che voleva la pace, quindi, e che ora si ritrova tra gru e degrado.

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