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Acqua per Taranto, via alla bonifica dagli ordigni bellici per rendere l’area sicura

Proseguono le attività preparatorie per la realizzazione dell’impianto di dissalazione. I controlli si affiancano ai monitoraggi ambientali già avviati

Pubblicato da: redazione | Lun, 29 Settembre 2025 - 14:23
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Inizia la bonifica dagli ordigni bellici nelle aree che ospiteranno l’impianto di dissalazione del progetto Acqua per Taranto. Le attività comprendono una fase di verifica superficiale, con strumenti come metal detector e magnetometri, e una successiva indagine più approfondita per escludere la presenza di ordigni anche a quote maggiori. La bonifica è un passaggio necessario per consentire l’avvio dei lavori in condizioni di sicurezza.

L’attività si aggiunge ai monitoraggi ambientali già avviati nelle scorse settimane che riguardano acqua, aria, suolo, rumore, flora, fauna e habitat. In particolare, è stata attivata per la prima volta un’osservazione sistematica del fiume Tara, mentre in mare sono in corso analisi delle acque e dei sedimenti, affiancate da studi sugli organismi marini. Anche la qualità dell’aria e i livelli acustici sono oggetto di rilevazioni costanti, insieme a campagne dedicate alla biodiversità.

L’impianto di dissalazione, alimentato interamente da energia rinnovabile, fornirà nuova acqua potabile a 385 mila cittadini ed è uno dei pilastri, insieme al risanamento delle reti e al riuso delle acque affinate, della strategia per rafforzare la resilienza idrica di Taranto e dell’intera Puglia. Per realizzarlo, non saranno necessarie opere sul fiume: l’impianto sorgerà a circa 1 chilometro di distanza e utilizzerà una presa esistente da molti anni di Acque del Sud. Il deflusso del Tara continuerà a essere garantito e l’acqua residua del processo di dissalazione, simile a quella già presente nel fiume e nel suo sbocco naturale, sarà compatibile con l’ecosistema marino.

Inoltre, l’area del fiume sarà oggetto di interventi di riqualificazione ambientale, che comprenderanno il miglioramento degli accessi all’acqua e del tratto di pista ciclabile che costeggia il Tara, così da restituire alla comunità spazi più fruibili e valorizzati.

(foto repertorio)

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