DOMENICA, 09 AGOSTO 2026
91,382 ARTICOLI
Dir. resp.:Adalisa Mei
redazione@borderline24.com
91,382 ARTICOLI

 

Direttore Responsabile: Adalisa Mei
Per segnalazioni: redazione@borderline24.com

Allarme castagne in Puglia: i boschi rischiano il collasso

Insetti e malattie decimano i raccolti, mettendo a rischio una tradizione secolare

Pubblicato da: redazione | Mer, 1 Ottobre 2025 - 14:24
Castagne arrosto

Un tempo erano il simbolo dell’autunno pugliese, alimento povero ma ricco di storia, capace di sfamare intere comunità. Oggi, invece, i castagneti del Gargano e di altre zone vocate della regione sembrano destinati a un lento e inesorabile declino. La causa ha un nome preciso: il cinipide galligeno, un piccolo insetto originario della Cina che, anno dopo anno, sta prosciugando la produzione di castagne fino a ridurla quasi a zero.

Secondo il monitoraggio di Coldiretti Puglia, il crollo arriva in alcuni casi al 90%, con interi boschi secolari in sofferenza e nuove piante che faticano a dare frutti. A peggiorare il quadro ci sono altre malattie come la peronospora del castagno, responsabile della caduta prematura di foglie e ricci, e il mal dell’inchiostro, che affligge i terreni. Ne risultano raccolti ridotti a pochi chili, laddove un tempo i castagneti garantivano abbondanza e lavoro.

Il paragone con il passato è impietoso: nel 1911 la produzione nazionale superava gli 800 milioni di chili, mentre appena dieci anni fa si contavano ancora 55 milioni. Oggi, invece, i boschi di Vico del Gargano, Carpino, Ischitella, Cagnano e di altre aree del Salento e della Murgia lottano per sopravvivere, nonostante le campagne di difesa biologica.

Il rischio concreto è che sulle nostre tavole finiscano castagne provenienti dall’estero – Portogallo, Spagna, Grecia, Turchia – vendute come italiane e con inevitabili conseguenze sui prezzi corrisposti ai produttori locali. E ancora più difficile è tracciare l’origine delle farine di castagna, che non hanno un codice doganale specifico.

Per Coldiretti la strada è una sola: tutelare i consumatori e i produttori attraverso controlli più serrati, ma anche valorizzare i mercati locali e le sagre di stagione, dove è ancora possibile acquistare castagne italiane autentiche. Un invito, insomma, a riscoprire il gusto del “fai da te” tra i boschi o nelle piazze, per non rinunciare a un patrimonio che ha segnato la storia alimentare del Paese.

Arrosto, lesse, cotte nel latte o trasformate in ripieni e dolci: le castagne restano un pilastro delle tradizioni culinarie d’autunno. Ma senza un cambio di rotta, il rischio è che presto le nostre caldarroste non abbiano più nulla di italiano, se non il tricolore stampato sull’etichetta.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24.com
Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

A fuoco 50 ettari del bosco...

Intorno alle 9.30 di stamattina i Vigili del Fuoco sono intervenuti...
- 9 Agosto 2026

IA a scuola: 100 milioni dal...

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato in via definitiva il decreto...
- 9 Agosto 2026

Ferragosto a Palazzo Beltrani a Trani...

Nel giorno simbolo dell'estate, il più caldo e denso di suggestioni...
- 9 Agosto 2026

Si ribalta furgone con a bordo...

Un furgone di braccianti è uscito fuori strada, ribaltandosi. L'incidente sulla...
- 9 Agosto 2026